La Polizia di Stato di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due uomini, rispettivamente di 54 e 34 anni (classe 1972 e classe 1992). Entrambi sono gravemente indiziati del reato di furto aggravato in concorso, a seguito di un’articolata attività investigativa che ha svelato una serie di colpi messi a segno ai danni delle infrastrutture energetiche del territorio.
Le indagini della squadra mobile
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania ed eseguite sul campo dagli agenti della Squadra Mobile – Reati contro il Patrimonio e la P.A. – Squadra Antirapina. Gli inquirenti sono riusciti a raccogliere elementi che dimostrerebbero il coinvolgimento attivo dei due indagati in una pluralità di episodi criminosi. È doveroso specificare che gli elementi d’accusa sono stati acquisiti allo stato degli atti e in relazione a una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
I raid tra le province di Catania e Siracusa
Il raggio d’azione dei due malviventi era piuttosto ampio. Nei mesi di febbraio e marzo scorsi, i soggetti si muovevano a bordo di un’autovettura e colpivano i punti di ricarica Enel dislocati nelle province di Catania e Siracusa. In tutto sono stati censiti dieci diversi raid, durante i quali venivano sottratti voluminosi e costosi cavi in rame. Questo tipo di reato, oltre al valore economico della refurtiva, ha provocato ingenti danni alle strutture e pesanti disagi per i conducenti di veicoli elettrici, rimasti impossibilitati a ricaricare i propri mezzi.
Le immagini delle telecamere e il provvedimento del gip
La svolta nelle indagini è arrivata grazie al lavoro del personale della Squadra Antirapina. L’analisi approfondita delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali situati nei pressi delle colonnine prese di mira ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della coppia. Sulla base di questi elementi, la Procura ha formulato la richiesta di una misura coercitiva, successivamente accolta e disposta dal Giudice per le indagini preliminari. Per entrambi gli uomini sono scattati i domiciliari, una misura che si aggiunge ai loro recenti trascorsi: lo scorso 4 febbraio, infatti, i due erano già stati arrestati in flagranza per un altro furto di rame all’interno di una cabina elettrica.






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