Come se non bastasse il tutti contro tutti alla Regione scoppia un’altra bufera in maggioranza stavolta al Comune di Palermo dove il sindaco Roberto Lagalla avrebbe convocati un vertice escludendo dall’incontro Noi Moderati, anche alla luce degli attacchi delle scorse settimane del leader della formazione centista Saverio Romano.

La reazione

“Apprendiamo dagli organi di stampa che il centrodestra continua, in Sicilia, a non comprendere la lezione uscita dalle urne. Il sindaco Lagalla convoca un vertice di centrodestra immaginando che lasciare fuori Noi Moderati – come ha già fatto nella composizione della sua amministrazione – basti a risolvere i problemi della coalizione. È l’atteggiamento dello struzzo: nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che non si vuole vedere” attaccano Michele Nasce e Michele D’Amico coordinatori provinciale e cittadino di Noi Moderati.

Libero di non convocarci nella sua maggioranza ma non è più centrodestra

“Sia chiaro: il sindaco può ben convocare un vertice della sua maggioranza, della quale non facciamo parte. Ma non può convocare un vertice di centrodestra, perché a un tavolo costruito senza di noi non riconosciamo alcuna titolarità a rappresentare l’intera coalizione. Il centrodestra è un’altra cosa, e non coincide con chi oggi siede a Palazzo delle Aquile”.

La differenza fra maggioranza a Palermo e coalizione

Per i due coordinatori la differenza non è una sottigliezza politica ma sostanza a tutti gli effetti “Chiediamo perciò ai responsabili provinciali dei partiti del centrodestra a Palermo di prendere le distanze da un atteggiamento che non potrà che portare a ulteriori divisioni. Continuare per esclusioni, anziché cercare una sintesi, significa indebolire la coalizione proprio quando gli elettori hanno chiesto l’esatto contrario”.

Il messaggio che guarda all’intera coalizione

“”Noi Moderati c’è, e intende pesare con la propria autonomia e il proprio ruolo. Ma a queste condizioni, e non per cooptazione” conclude la nota ufficiale.