Mentre sembrano destinate a spostarsi a Roma le trattative sugli equilibri interni al centrodestra e sul futuro della coalizione in Sicilia anche alla luce delle pressioni esterne oltre che delle tensioni interne, stasera gli autonomisti si incontrano per valutare l’esito delle elezioni amministrative.
Tensione che sale
Un confronto interno a Grande Sicilia che avviene, però, mentre continua a salire la tensione nella coalizione e salgono anche i toni del confronto fra i partiti. E gli Autonomisti non fanno un mistero di essere fra i protagonisti di questa tensione che sale.
Il rischio profondo rosso
Il centrodestra siciliano rischia di piombare nel caos e adesso si teme il tutti contro tutti c he in realtà è già iniziato. La sconfitta elettorale alle Amministrative stavolta si dimostra deflagrante molto più di quanto non si potesse prevedere e tutte le tensioni sopite o sotterranee vengono alla luce.
Dismette la prudenza il commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia, Luca Sbardella che accusa gli alleati di essere stati troppo egoisti, soprattutto ad Agrigento dove un accordo si poteva trovare. Il siluro è soprattutto per la Lega ma in generale c’è una stoccata anche al Presidente della Regione nel cui silenzio è infastidito Sbardella. di fatto tutti guardano al 2027 e nessuno ha guardato ad oggi perdendo, di fatto, il controllo del territorio dal punto di vista politico.
L’attacco interno a Forza Italia
Ma mentre il commissario di Forza Italia Minardo, è in giro per la Sicilia alla ricerca per rifondare la classe dirigente nelle province, il vero affondo arriva da un grande vecchio come Pino Firrarello al quale brucia la sconfitta del genero Giuseppe Castiglione a Bronte. Firrarello parla senza mezzi termini della “corte dei traditori” che sta intorno a Schifani. Ci sono colpe gravi in Sicilia ma ci sono anche colpe che scendono da Roma.
L’affondo all’Ars
Intanto all’Ars un bando in agricoltura cade contro i colpi della guerra fra Autonomisti e Lega. MpA vota con il Pd e lo fa apertamente. E stasera Grande Sicilia MpA si riunisce per valutare i prossimi passi. La risposta a distanza della Lega è semplice e diretta e mirata a spegnere lo scontro ma difficilmente riuscirà a farlo
Lega: Sbagliato mettere amministrative e regionali sullo stesso piano
“Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita, è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. Così come mettere sullo stesso binario l’esito delle Amministrative con l’azione determinata del governo Schifani, è quanto di più sbagliato si possa fare per dare un’immagine distorta del centrodestra” dice Nino Germanà, senatore e segretario della Lega in Sicilia.
“La Lega ha sempre avuto come obiettivo irrinunciabile l’unità della coalizione e riteniamo che senza il nostro contributo difficilmente si hanno risultati per esprimere nettamente una maggioranza. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato”.
“Le elezioni comunali hanno dato dei segnali che vanno certamente esaminati politicamente ma avendo l’onestà di dire che ad alcuni alleati è mancata la generosità in tante realtà territoriali. E quando manca questo elemento, vero collante per una coalizione degna di questo nome, succede che poi scatta la legittima difesa e pari dignità. Noi abbiamo adottato questa opzione per non rimanere estromessi o schiacciati per le bizze di qualche prepotente. Consideriamo la coalizione di centrodestra molto più forte del campo progressista, ma ciò talvolta per arroganza porta a fare errori. Ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura consegnando agli elettori una Sicilia che cresce, con i conti in ordine, con una strategia tracciata su rifiuti, sviluppo e infrastrutture. Sono i risultati a cui tutti i soggetti del centrodestra dovrebbero guardare per chiedere ancora la fiducia ai cittadini siciliani” conclude Nino Germanà.






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