“Il Parlamento siciliano corregga una scelta che rischia di escludere dalla programmazione agricola regionale la stragrande maggioranza delle imprese agricole dell’Isola”.
L’affermazione risale a ieri ed è del deputato regionale di Mpa-Grande Sicilia, Giuseppe Lombardo che, intervenendo nel dibattito parlamentare dedicato alla misura SRD01 del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Sicilia, aveva annunciato il sostegno del suo gruppo alla mozione sul bando “rinnovando le forti perplessità già manifestate nei mesi scorsi attraverso atti parlamentari e iniziative pubbliche”.
Il bando vittima delle guerra MpA – Lega
Una mozione targata opposizione ma che ha trovato il sì dal Parlamento siciliano per effetto sia delle perplessità sul bando che dello scontro in atto all’interno del centrodestra. Per dirla in parole semplici il bando sembra essere caduto vittima di una guerra ormai non più sotterranea fra Autonomisti e Lega esplosa dopo la spaccatura ad Agrigento dove proprio Lega, Dc e Noi Moderati appoggiavano il candidato Luigi gentile contro il candidato del resto della coalizione Dino Alonge.
Passa la mozione Pd
Così l’assemblea regionale siciliana ha approvato la mozione presentata dal gruppo del Partito Democratico che prevede l’abbassamento della soglia minima per l’accesso ai contributi del bando Srd01 destinato a rafforzare la competitività delle aziende agricole, migliorarne la redditività e favorire investimenti innovativi e sostenibili.
La mozione è stata approvata con 25 voti favorevoli, 13 contrari ed un astenuto.
“La Regione non può destinare le risorse europee soltanto alle aziende più grandi” ha detto in aula il capogruppo del Partito Democratico all’Ars Michele Catanzaro, primo firmatario della mozione, sostenuta anche dagli altri deputati del gruppo. “È necessario garantire un accesso equo alle risorse. Solo in questo modo i fondi comunitari permetteranno una reale crescita del tessuto imprenditoriale agricolo in Sicilia”.
I sospetti di ribaltone
Una vicenda, che a prescindere dal bando, amplia i sospetti di “ribaltone” o almeno di passaggio di schieramento. Proprio stasera, infatti, MpA Grande Sicilia si riunisce per analizzare il voto ed il suo leader non ha mai fatto un mistero che sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un passaggio di coalizione del gruppo che già in passato, durante la presidenza proprio di Raffaele Lombardo, ha avuto alleanze nel centrosinistra.
Ma Giuseppe Lombardo parla della vicenda specifica
“La nostra posizione non nasce oggi. Abbiamo più volte evidenziato le criticità di un bando che si discosta significativamente dalle indicazioni contenute nel Complemento di Programmazione per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. Il criterio C08 prevede infatti una soglia minima di investimento pari a 20 mila euro, individuata proprio per evitare eccessivi oneri amministrativi e garantire la sostenibilità degli interventi. In Sicilia, invece, si è deciso di elevare quella soglia a 250 mila euro”.
Per Lombardo si tratta di una scelta senza precedenti nel panorama nazionale: “La Sicilia è (era ndr) l’unica regione italiana ad avere fissato una soglia minima di investimento dodici volte e mezzo superiore rispetto a quella prevista dal CSR. Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno mantenuto parametri molto più vicini alle indicazioni originarie. È legittimo chiedersi per quale ragione la Sicilia abbia scelto una strada completamente diversa”.
Repliche insufficienti, ora si applichi mozione
E alla fine, dopo il sì alla mozione, Giuseppe Lombardo lancia l’ultimo siluro: “Non si può ignorare il voto del parlamento regionale sulla mozione che impegna il governo regionale a revisionare il bando SRD01. Si recepisca la volontà del parlamento, anche a fronte di una replica dell’assessore all’agricoltura assolutamente insoddisfacente che cita la misura 4.1 della vecchia programmazione, come esempio di strumento diffuso di erogazione delle risorse, ignorando che diverse centinaia di produttori agricoli attendono ancora da due anni le somme loro spettanti”.
Quanto conta la battaglia politica e quanto il bando? Difficile fare una proporzione realistica






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