Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi torna a sbarcare a Palermo qualche giorno dopo gli 8 fermi da parte di Polizia e Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulla recrudescenza del racket delle estorsioni degli ultimi mesi che ha portato a 437 episodi intimidatori da novembre ad oggi e 21 danneggiamenti fra aprile e maggio, l’ultimo dei quali il gravissimo incendio al deposito della Sicily By car al culmine del quale il comitato pe rl’ordine e la sicurezza pubblica ha dciso perfino la scoprta per il titolare bdell’Azienda Tommaso dragotrtro.
Gli appuntamenti del Ministro, il bene confiscato
La visita del Ministro comincia dalla provincia, da Bagheria o meglio da Aspa per l’inaugurazione di Villa Napoli.
Si tratta di una struttura nata in un bene sottratto alla criminalità organizzata e interamente riqualificato, che viene intitolata alla memoria di “Quarto Savona 15” sigla radio della scorta del magistrato Giovanni Falcone (Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo).
L’evento vedrà la partecipazione del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, della signora Tina Montinaro per l’Associazione Quarto Savona 15 e della Pro Loco di Aspra , ente affidatario della gestione del bene.
Dopo la scopertura della targa che intesta il bene, il Ministro si sposterà verso Palermo per la parte della visita dedicata all’allarme sicurezza nel capoluogo siciliano.
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza
A Mezzogiorno il Ministro presiederà un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica straordinario riunito in prefettura durante il quale verrà aggiornato sullo stato delle indagini e sulle attività messe in atto per contrastare la violenza di strada nelle così dette zone rosse del centro cittadino da un alto, e per fronteggiare il ritorno del racket delle estorsioni nella zona nord della città dall’altro. Due fronti diversi di un allarme che, secondo le indagini, potrebbero essere legati visto che la mafia del mandamento di san Lorenzo potrebbe aver reclutato i giovani rampanti e violenti che fino a qualche tempo fa erano cani sciolti e alcuni dei quali sarebbe responsabili proprio delle violenze di strada dei mesis corsi






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