La legislatura regionale va avanti fino alla fine e l’ipotesi di elezioni anticipate non è sul tavolo. Lo hanno ribadito tutti i segretari dei partiti della maggioranza in apertura del vertice convocato a Palermo in un grande albergo dal Commissario di Forza Italia nell’Isola Nino Minardo.
Una precisazione che non era fra gli argomenti all’ordine del giorno ma che i segretari di partito hanno voluto mettere subito in chiaro prima di avviare una discussione che non si presentava facile.
Chi c’era al tavolo della maggioranza
Al tavolo della maggioranza c’erano i responsabili regionali delle forze politiche del centrodestra siciliano: Nino Minardo (Forza Italia), Luca Sbardella (Fratelli d’Italia), Nino Germanà (Lega), Marianna Caronia (Noi Moderati), Fabio Mancuso (Grande Sicilia), Decio Terrana (Udc), Carmelo Pace (Democrazia Cristiana).
Al termine dell’incontro, durato quasi quattro ore, è stato diffuso un documento che ha impiegato del tempo per uscire dalle stanze degli incontri
“Nel corso dell’incontro – vi si legge – è stata svolta una valutazione politica della fase attuale e dei risultati delle recenti elezioni amministrative”.
Un mea culpa per le divisioni politiche
Per i leader regionali del centrodestra “non si può ignorare il messaggio arrivato dalle urne che ha certamente evidenziato un problema: gran parte della responsabilità va attribuita all’esserci presentati divisi in tante realtà locali”.
“I risultati conseguiti – proseguono – se da un lato confermano la forza del centrodestra e il consenso di cui continua a godere tra i siciliani, dall’altro richiamano tutte le forze della coalizione alla necessità di rafforzare il coordinamento politico, la programmazione condivisa e la capacità di tradurre l’unità dell’alleanza in una proposta sempre più coesa e competitiva sui territori. Da questa consapevolezza intendiamo ripartire, facendo tesoro delle indicazioni emerse dal voto”.
Unità valore irrinunciabile
Per i vertici del centrodestra siciliano “l’unità della coalizione rappresenta un valore irrinunciabile e una condizione essenziale per continuare a garantire stabilità, buon governo e prospettive di sviluppo alla Sicilia. Per questo confermiamo il nostro impegno a mantenere unito il centrodestra e ad affrontare insieme, con responsabilità e spirito di squadra, i prossimi appuntamenti politici ed elettorali”. “Ciò che unisce l’identità del centrodestra è più forte di ciò che può dividerlo. Continueremo a lavorare insieme nell’interesse della Sicilia e dei siciliani”, concludono.
Una discussione fuori dai denti
Ma, documento ufficiale a parte, i componenti della maggioranza le cose se le sono dette fuori dai denti anche se in un clima di confronto. Insomma non ci sono state alzate di scudi o di “voce” ma i motivi delle tensioni interne sono venuti fuori, uno per uno.
Il tesoretto da 400 milioni
Sul tavolo anche un accenno, ma solo quello, alle variazioni di bilancio che presto arriveranno in aula all’Ars e al rischio che possano trasformarsi in un momento di ulteriore tensione. ma su questo ci sarà un altro vertice. A convocarlo sarà il presidente della Regione per affrontare proprio il tema politico in vista dell’aula ma potrà farlo partendo dalla dichiarazione di apertura di oggi: “Nessuno pensa ad elezioni anticipate”






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