Un vero e proprio terremoto politico, l’ennesimo, ha scosso la Democrazia Cristiana siciliana ma stavolta dietro c’è un disegno più ampio che non riguarda solo il partito ma gli equilibri in vista delle prossime elezioni a Palermo nella primavera del prossimo anno.
Le dimissioni di Laura Abbadessa
BlogSicilia vi ha raccontato qualche giorni fa delle dimissioni della Presidente Laura Abbadessa che ha parlato di una scelta dolorosa ma irrevocabile, motivata con l’assenza delle “condizioni di coerenza” e la necessità di tutelare principi come trasparenza e legalità. Dietro il passo d’addio della Abbadessa, però, si nasconde un clamoroso retroscena. Radio palazzo parla di un legame con la maxi-operazione sotterranea che sarebbe in corso. L’ordine di scuderia sarebbe già arrivato: quasi tutti gli uomini e le donne della Dc sarebbero pronti a confluire in blocco nel nuovo progetto guidato da Cateno De Luca per Palermo.
Il blitz di Cateno De Luca e l’OPA sulla galassia ex Dc
Sotto la brace della politica palermitana l’incubatore di rumors è ormai esploso. Il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, Cateno De Luca, sta preparando un’autentica Opa sulla galassia moderata e sulla struttura della Nuova Dc di Totò Cuffaro, ormai in pezzi. De Luca ha già rotto gli indugi sui social parlando di “seduta spiritica palermitana”, lanciando lo slogan “Una Marcia in più per Palermo” e fissando la presentazione ufficiale all’Ars per il 1° luglio. Il bersaglio sono i “partiti romanocentrici”, da destrutturare per fare spazio a un “governo autonomista, civico e progressista”.
Al tavolo dell’operazione di De Luca, orchestrata nell’incontro a casa di Mauro Pantò (un tempo uomo forte della Sas), siedono già pezzi da novanta del centrismo ex cuffariano come Natale Puma e Totò Di Maggio, legati a doppio filo ad Andrea Mineo.
Proprio Andrea Mineo sarebbe il nome forte su cui De Luca vuole puntare come candidato sindaco. L’annuncio dovrebbe arrivare proprio il primo luglio e, contestualmente, dovrebbe nascere il gruppo di cateno de Luca al Consiglio comunale di Palermo, composto da 4 a 6 consiglieri. Anche il gruppo “Generazione Palermo” di Domenico Bonanno e Viviana Raja mostra, infatti, aperture al dialogo, mentre Salvo Imperiale e Giovanna Rappa (formalmente ancora nella Dc) sono considerati figure assolutamente compatibili. E già con questi nomi il gruppo sarebbe composto da 4 consiglieri ma altri due sarebbero in arrivo così come sarebbe in arrivo anche il nome del candidato vice sindaco: una donna.
La riflessione di Abbadessa: “L’unica regia che riconosco è quella della mia coscienza”
Sul punto specifico della sua dimissioni Laura Abbadessa, però, precisa a BlogSicilia la sua posizione in modo chiaro: “Leggo ricostruzioni che attribuiscono le mie dimissioni a strategie e scenari già scritti da altri. La verità è molto più semplice. Le ragioni della mia scelta sono tutte nella lettera che ho scritto e nei valori che ho richiamato. Quando ho parlato di coerenza, legalità, trasparenza e rispetto dell’interesse generale, intendevo esattamente ciò che ho scritto”.
“A volte – aggiunge – una decisione nasce semplicemente dalla volontà di restare fedeli alle proprie convinzioni. So che, di questi tempi, può sembrare una spiegazione sorprendente. Per quanto mi riguarda, non ci sono registi, né sceneggiature nascoste. C’è soltanto una scelta per sonale, libera e consapevole. L’unica regia che riconosco è quella della mia coscienza”.
La scelta di La Vardera con “Controcorrente”
Ben distinta dalle manovre di Cateno De Luca è invece la parabola politica di Ismaele La Vardera. Due vicende e due percorsi diversi. La Vardera, che il gruppo in Consiglio comunale a Palermo lo ha già, sta muovendo i propri passi in un’altra direzione e per lui si profila una scelta incentrata sul profilo di Giulia Argiroffi. Argiroffi ha aderito al movimento civico “Controcorrente” insieme a Ugo Forello, facendo confluire, di fatti, l’esperienza del gruppo oso nel movimento dell’ex Iena
Scoppia la rottura Miceli-La Vardera
La scelta di La Vardera sta provocando, però., forti scossoni soprattutto con Carmelo Miceli che si era avvicinato ben prima di Argiroffi e Forello. Tra Miceli e La Vardera la rottura sembra, ormai, inevitabile: il deputato regionale e leader del movimento, infatti, in un primo momento era apparso fortemente attratto dal “Progetto Civico Italia” guidato proprio da Miceli, poi sembra abbia vitratro.
La cosa non è andata giù a Miceli che ha scelto, nel suo stile di non mandarle a dire: “Non siamo qui per esaltare gli individualismi, ma per costruire un collettivo capace di risolvere problemi. Spero che La Vardera capisca che anche per lui è arrivato il momento di prendere decisioni”.






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