I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Caltanissetta e del reparto territoriale di Gela questa mattina hanno eseguito una misura di arresti domiciliari per il manager della società in house Impianti Srr, l’ingegnere Giovanna Picone, che gestisce la discarica pubblica di Timpazzo, a Gela.
Domiciliari anche per i tecnici di riferimento, l’architetto Giuseppe Bellavia e l’ingegnere Salvatore Parlatore, e per i responsabili d’area del sito di conferimento, Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Sono accusati di traffico illecito di rifiuti e di illeciti nella gestione dei rifiuti che arrivano dagli altri comuni della Sicilia. La società Impianti Srr, controllata dalla Srr4, è stata sequestrata ed è stato nominato un commissario.
Dalle indagini è emerso che nella discarica di Timpazzo sono stati conferiti, movimentati e successivamente interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati in assenza dei cicli di trattamento previsti, per circa 10-12.000 tonnellate. Inoltre si è accertato che i rifiuti organici provenienti dai comuni soci e che, in quanto tali, dovevano essere trattati all’interno dell’impianto, venivano spesso versati in discarica. Tutti gli indagati hanno respinto le accuse.
Cinque ai domiciliari e sequestro della società di gestione
I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caltanissetta, di stanza a Gela, e del Reparto Territoriale di Gela hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contesta a vario titolo i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata. L’operazione ha beneficiato del supporto dei comandi territoriali e del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo.
L’indagine “Pi-greco” sulla piattaforma di Timpazzo
Le misure scaturiscono dall’inchiesta denominata “Pi-greco”, condotta tra agosto 2023 e aprile 2025. Le investigazioni si sono avvalse di intercettazioni, videosorveglianza, pedinamenti e verifiche amministrative sui flussi di conferimento presso la “Piattaforma integrata per la gestione dei rifiuti non pericolosi” di contrada Timpazzo, a Gela. Gli accertamenti, coordinati dalla Dda nissena e svolti con il supporto di Arpa Sicilia, hanno fatto emergere una continuativa attività illecita nella gestione dei rifiuti urbani, che sarebbe stata posta in essere da amministratori, tecnici e operatori della società “Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud s.r.l.” in violazione dell’Autorizzazione integrata ambientale del 2013.
Interrati migliaia di tonnellate di rifiuti non trattati
Secondo l’ipotesi accusatoria, nella vasca “E” della discarica sono stati conferiti e interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati senza i prescritti cicli di trattamento. Sono state documentate almeno 1.200 operazioni illecite di trasporto e scarico, per un quantitativo di rifiuti stimato tra le 10.000 e le 12.000 tonnellate. Inoltre, i rifiuti organici provenienti dai comuni consorziati venivano spesso versati in discarica senza il previo trattamento di stabilizzazione termica, causando frequenti incendi all’interno del sito.
Sequestro della società e nomina del commissario
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per i cinque indagati e il contestuale sequestro preventivo dell’azienda e delle quote sociali della “Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud s.r.l.”. Alla società viene contestata la responsabilità amministrativa ai sensi della legge 231/2001, poiché i reati sarebbero stati commessi dai vertici aziendali per ottenere vantaggi economici derivanti dal risparmio sui costi di gestione e smaltimento. Per garantire la continuità del servizio della piattaforma, il giudice ha nominato un commissario giudiziale. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.






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