Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla caccia con 80 voti favorevoli e 56 contrari. Il testo, firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan e composto da venti articoli, riscrive la legge 157 del 1992 che regolava l’attività venatoria in Italia da oltre trent’anni. L’iter legislativo era partito il 3 luglio 2025 nelle commissioni Ambiente e Industria del Senato. Ora il testo passa alla Camera per il via libera definitivo.

La caccia cambia definizione

Il cuore della riforma sta nella ridefinizione del ruolo del cacciatore. Nella legge del 1992 la caccia era concepita come una deroga alla tutela della fauna selvatica. Si tollerava, in certi periodi e in certi luoghi, che si potesse abbattere selvaggina. Il principio base restava la protezione degli animali. Con il nuovo testo la logica si rovescia. La caccia diventa «attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi». I cacciatori vengono riconosciuti come «bioregolatori». Non più eccezione alla tutela, ma partecipazione attiva alla gestione dell’ambiente.

Gli animali cacciabili: anche il lupo

Una delle conseguenze pratiche è l’allargamento del catalogo delle specie cacciabili. Il caso più discusso riguarda il lupo. Il nuovo testo ne elimina il riferimento dall’elenco delle specie di fauna selvatica tutelate. Si apre così alla possibilità che possa essere cacciato. Aumentano in generale le specie abbattibili. I pareri dell’Ispra, l’istituto pubblico che fornisce le indicazioni scientifiche sui prelievi, perdono il carattere vincolante che avevano finora.

Dove si potrà cacciare

Cambiano anche i confini geografici. Le aree aperte all’attività venatoria si ampliano. Rientrano boschi pubblici e aree demaniali, comprese le spiagge. Viene meno la norma che consentiva ai proprietari di aziende faunistiche private di vietare la caccia sul proprio terreno per motivi etici. D’ora in poi quel rifiuto non sarà più ammesso.

Visori notturni, nidificazione e richiami vivi

Il ddl incide anche sui periodi e sulle condizioni della caccia. Apre alla possibilità di cacciare durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali, finora tutelate. Si potranno usare visori notturni e silenziatori: la caccia con il buio diventa possibile. Vengono allentati i limiti sui richiami vivi, cioè gli uccelli utilizzati come esca sonora negli appostamenti.

Cinghiali e ungulati

Uno dei temi centrali è la gestione degli ungulati: cinghiali, caprioli e cervi. Il centrodestra ha sostenuto la riforma richiamando i danni che questi animali causano ogni anno agli allevamenti e gli incidenti stradali legati alla presenza dei cinghiali sulle strade. Il testo estende la durata e le zone in cui si potrà praticare la caccia al cinghiale.