Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia oggi, 24 giugno, dopo un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni di detenzione. L’ex sindaco di Roma ha lasciato il penitenziario a bordo di un’auto, insieme a un accompagnatore. Ad attenderlo fuori dai cancelli c’era un gruppo di attivisti di destra che lo ha accolto con applausi e con il coro “Vai Gianni!“. Poco dopo, i militanti presenti hanno organizzato un pranzo di gruppo nelle vicinanze, sulla via Tiburtina.

Le dichiarazioni davanti al carcere

Davanti ai cancelli di Rebibbia, Alemanno ha parlato con i cronisti. Ha ribadito di ritenersi innocente e ha denunciato le condizioni del sistema carcerario: «Io esco da questo carcere da innocente. Io ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua. Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica».

Sul sovraffollamento ha annunciato un’iniziativa: «Scriverò al Ministro Nordio e cercherò di avere un incontro al Dap. Questa situazione va risolta». Ha poi aggiunto: «C’è il 140% di sovraffollamento. Stanotte ha fatto un caldo allucinante come in tutta Europa, però lì non c’è nessuna possibilità di difendersi. Questa situazione fa parte di uno Stato che non funziona, di un sistema che non funziona e che bisogna profondamente cambiare».

Il futuro politico con Vannacci

Alemanno ha delineato le proprie intenzioni politiche, annunciando l’impegno con il movimento di Roberto Vannacci: «Il mio impegno in politica è quello di cambiare realmente e profondamente le cose. Questo è il mio impegno fino in fondo. Lo farò come Vannacci». Ha precisato di non cercare ruoli personali: «Io non chiedo posti o incarichi, porterò soltanto la mia esperienza al movimento di Vannacci».

Ha spiegato le ragioni di questa scelta: «Per questo ho fatto scelte controcorrente, fuori dagli schemi, perché così le cose non possono andare. Questa burocrazia statale non è all’altezza della situazione e quella del carcere è la testimonianza peggiore che si possa vedere. Questo impegno lo farò con Vannacci perché è la persona che rompe gli schemi e che apre una prospettiva diversa».

Ha infine toccato il tema sociale: «Vannacci rappresenta il cambiamento. Bisogna mettere insieme problemi identitari con problemi sociali perché la gente non ha da mangiare. Molte persone stanno qua dentro, in carcere, perché non avevano da mangiare: non è una giustificazione, ma bisogna dare delle risposte da un punto di vista sociale».