“Concordiamo con il Presidente Schifani sulla opportunità di trarre concreti benefici per famiglie e imprese siciliane dalla capacità produttiva energetica offerta dal nostro territorio, così come abbiamo previsto nel nostro programma con cui ci siamo presentati agli elettori alle elezioni regionali del 2022, tra l’altro già l’Assessore all’Energia Colianni ha avviato una prima interlocuzione proficua con il Presidente di ARERA in tema di tariffe zonali per la Sicilia” dice il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Giuseppe Lombardo.

“La Sicilia è già oggi il principale riferimento della transizione energetica italiana e uno dei territori più interessati d’Europa dalla nuova stagione delle rinnovabili”, aggiunge il deputato del Movimento per l’Autonomia.

L’impegno siciliano deve essere accompagnato da tariffe ridotte

“Ma questo primato, se non viene accompagnato da regole eque su tariffe e reti, rischia di scaricarsi solo sul paesaggio e sulle comunità, senza alcun beneficio concreto in bolletta per famiglie e imprese siciliane.”

Oggi sulla rete elettrica siciliana insistono richieste di allaccio per circa 70 gigawatt di nuova potenza rinnovabile. Il parametro di Burden Sharing assegnato dallo Stato alla Regione Siciliana per il 2030 è però pari a 10,40 gigawatt.

“Siamo di fronte a numeri che dimostrano una corsa impressionante verso la produzione di energia pulita in Sicilia” – continua Lombardo – ma questo sforzo non può avvenire senza che ai cittadini siciliani sia riconosciuto un vantaggio economico, così come richiamano le direttive europee e le norme nazionali”.

Il nodo dei prezzi zonali

Il nodo centrale, denuncia Lombardo, è la mancata applicazione del sistema dei prezzi zonali da parte di ARERA: “Se la Sicilia produce sempre più energia rinnovabile, ma paga l’energia come se fosse un territorio qualsiasi, si tradisce lo spirito stesso della transizione energetica. La regolazione deve riconoscere che qui l’energia si produce, e chi sopporta gli impatti degli impianti deve avere una bolletta più leggera. È un principio di giustizia sociale e territoriale”.

La proposta di sospendere le autorizzazioni se non si risolve il nodo dei prezzi

Per questo, con un emendamento al disegno di legge energia, Giuseppe Lombardo ha proposto di attribuire al Governo regionale la facoltà di sospendere temporaneamente gli iter autorizzativi per nuovi impianti da fonte rinnovabile (sia quelli sottoposti ad autorizzazione unica sia quelli in PAS) nel momento in cui siano stati raggiunti i parametri di potenza previsti dallo Stato, qualora non vengano applicate le tariffe zonali e non siano adeguate le reti di trasmissione e distribuzione rispetto ai nuovi volumi di produzione elettrica.

“Non è un divieto ideologico alle rinnovabili, ma uno strumento di buon governo: quando la Sicilia ha già raggiunto gli obiettivi di potenza fissati dalla legge, e quando le reti non reggono più nuova produzione e il sistema dei prezzi zonali resta lettera morta, è doveroso fermarsi, verificare, pretendere l’adeguamento delle infrastrutture e il riconoscimento tariffario dovuto”, precisa il parlamentare autonomista.

“La Sicilia – conclude l’on. Giuseppe Lombardo – continuerà ad essere protagonista della transizione energetica italiana, ma non accetterà di essere soltanto una piattaforma di produzione a basso costo a vantaggio di altri territori. Chi chiede ai siciliani di ospitare impianti, cavidotti e stazioni elettriche deve garantire in cambio un reale beneficio: reti moderne, sicurezza del sistema e soprattutto bollette più eque per cittadini e imprese della nostra Isola”.