Filippo Oldani, lo studente di 20 anni indagato per l’omicidio della madre Lorella Capano, è stato trasferito in carcere a Sanremo. Il giovane, iscritto alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, era stato fermato ieri sera dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.
La vittima aveva 58 anni, milanese, trovata morta ieri nella casa di famiglia per le vacanze in via Hope a Sanremo, in un piccolo condominio abitato quasi esclusivamente da vacanzieri.
Dal fermo al trasferimento in carcere
Il provvedimento di fermo era stato firmato ieri sera, al termine di un’attività investigativa condotta in meno di 24 ore dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Imperia. Oggi il giovane è stato trasferito in carcere a Sanremo. Ad assisterlo è l’avvocato Giovanni Briola, del foro di Milano.
Cosa ha raccontato Oldani agli inquirenti
Secondo la versione fornita dal giovane, sarebbe uscito di casa verso le 19,30 per andare a mangiare una pizza, dopo aver salutato la madre rimasta nell’appartamento. Al rientro, intorno alle 22, avrebbe suonato più volte il citofono e bussato ripetutamente, senza ottenere risposta. A quel punto avrebbe chiamato il 112, dicendosi preoccupato e affermando di non riuscire a rientrare in casa perché la porta risultava chiusa dall’interno.
Ai soccorritori intervenuti sul posto, vigili del fuoco e personale sanitario, si è mostrato preoccupato, chiedendo più volte come stesse la madre. Sono stati i vigili del fuoco a entrare nell’abitazione dal terrazzino posteriore, aprendo poi la porta dall’interno per far entrare i carabinieri.
La ricostruzione degli investigatori
Gli inquirenti, però, hanno ricostruito una versione diversa da quella fornita dal giovane. Oldani avrebbe strangolato la madre, per poi uscire di casa passando dal terrazzo, dopo aver chiuso la porta dell’appartamento dall’interno. Sarebbe, quindi, andato a mangiare una pizza, prima di tornare a casa e chiamare i soccorsi, simulando di non riuscire a entrare.
Un testimone avrebbe riferito di aver sentito, nel corso della serata, un’accesa lite tra madre e figlio. Le indagini hanno inoltre raccolto le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che certificherebbero gli spostamenti del giovane, mentre l’alibi fornito da Oldani non avrebbe trovato alcun riscontro.
Interrogato in caserma a Sanremo, il ventenne si è contraddetto più volte e non è stato in grado di giustificare alcuni elementi raccolti durante il sopralluogo, tra cui la presenza sul proprio corpo di graffi e altri segni compatibili con uno scontro fisico. Chi lo conosceva lo ha definito “un ragazzo fragile”; per gli investigatori, invece, sarebbe l’autore di un “efferato delitto”.
I segni sul corpo della vittima
Sul corpo di Lorella Capano sono stati riscontrati segni compatibili con una violenta colluttazione. Un primo esame esterno compiuto dal medico legale ha stabilito che la donna era morta da almeno tre ore nel momento in cui i carabinieri sono entrati nell’abitazione.
Il movente resta da chiarire
Al termine delle prime 24 ore di indagine, gli inquirenti parlano di una “verosimile responsabilità del giovane“, ma restano ancora diversi punti da chiarire. Non è stato ancora individuato un movente per l’omicidio, e resta da ricostruire con precisione cosa abbia fatto Oldani nelle ore precedenti la chiamata al 112. Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia, proseguono.
Cosa significa il passaggio dal fermo al carcere
Il fermo è una misura pre-cautelare che le forze dell’ordine possono adottare quando esistono gravi indizi di colpevolezza e il rischio di fuga dell’indagato. Deve essere convalidato entro termini stretti da un giudice, che valuta se trasformarlo in una misura cautelare vera e propria, come la custodia in carcere. Il trasferimento di Oldani nel carcere di Sanremo indica che questo passaggio si è verificato nelle ultime ore.






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