Non solo gli industriali siciliani e le categorie produttive in genere plaudono al pronunciamento, sia pure in regime di parere, da parte del CgA che apre la strada per il superamento del regime “de minims” in Sicilia. Di fatto la Regione, come raccontato nei giorni scorsi da BlogSicilia, potrà, nelle prossime settimane e mesi, rilasciare contributi che superano il limite posto dalla Comunità Europea senza rischiare una infrazione delle norme che regolano la concorrenza (i così detti aiuti di Stato)
L’assessore Alessandro Dagnino: “Risultato dalla forte portata innovativa”
“Il riconoscimento da parte del Consiglio di giustizia amministrativa della sussistenza, per la Regione Siciliana, dei requisiti di autonomia istituzionale e procedurale individuati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nel cosiddetto “caso Azzorre”, nonché della possibilità di verificare, in relazione alle singole misure, anche il requisito dell’autonomia finanziaria, rappresenta un risultato significativo e dalla forte portata innovativa” commenta l’assessore regionale all’economia.
Si valorizza l’autonomia finanziaria della Regione
“A ottant’anni dall’approvazione dello Statuto speciale, viene pienamente valorizzata la capacità della Regione di esercitare le proprie prerogative autonomistiche nella politica economica e fiscale, nel rispetto dell’ordinamento europeo”.
“È una tappa fondamentale di un percorso nel quale ho sempre creduto, sostenuto con determinazione e lungimiranza dal presidente Schifani, che siamo sicuri consentirà, all’esito delle interlocuzioni con la Commissione europea, di aprire una nuova fase nella promozione della crescita dell’economia siciliana. Il parere del Cga apre infatti la strada alla possibilità che determinate misure regionali non siano qualificate come aiuti di Stato e, pertanto, con conseguente non applicazione della relativa disciplina europea”.
Nessuna deroga, ma la corretta applicazione di un principio
“Non si tratta di una deroga alle regole dell’Unione, ma della corretta applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza europea nei casi Azzorre e Paesi Baschi alle peculiarità costituzionali della Sicilia. Si apre così una prospettiva nuova, che rafforza la responsabilità della Regione e potenzia gli strumenti a disposizione del governo per sostenere gli investimenti, l’occupazione e la competitività del sistema produttivo siciliano”.






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