Palermo 20 luglio 2026 – “La rappresentanza degli inquilini non si scavalca. Le gravi contestazioni emerse in queste ore sulle nomine dei rappresentanti degli inquilini nei consigli di amministrazione degli Iacp siciliani impongono un immediato chiarimento da parte del governo regionale”. A chiedere che venga fatta chiarezza piena sulla vicenda delle nomine nei cda dgli Iacp siciliani sono i segretari di Sunia, Sicet e Uniat Sicilia.
Nei decreti di nomina firmati dal presidente della Regione non ha trovato posto, tra i componenti dei consigli di amministrazione degli istituti, nessuno in rappresentante delle tre associazioni di inquilini e assegnatari di alloggi popolari che fanno riferimento a Cgil, Cisl e Uil, come previsto invece dalla normativa vigente.
“Se quanto denunciato dovesse trovare conferma, non saremmo soltanto di fronte a scelte politicamente discutibili ma a un comportamento incompatibile con lo spirito della legge, che riconosce alle organizzazioni rappresentative degli assegnatari un ruolo preciso nella designazione dei rappresentanti degli inquilini – affermano i segretari generali di Sunia, Sicet e Uniat Sicilia Roberto Alosi, Fabio Salici e Giuseppe Piampiano- Non è una prerogativa dei sindacati. È una garanzia prevista dal legislatore per assicurare una rappresentanza autentica degli assegnatari e impedire che venga sostituita da logiche di appartenenza politica”.
A destare inoltre “forte preoccupazione”, secondo Sunia, Sicet e Uniat, sono le ulteriori contestazioni relative agli affidamenti disposti dall’assessorato regionale alle Infrastrutture, sulle quali sarà la magistratura competente a svolgere gli accertamenti necessari.
“Sul piano politico, tuttavia, emerge un metodo di governo che appare sempre più distante dai principi di trasparenza, imparzialità e rispetto delle istituzioni – aggiungono Alosi, Scalici e Piampiano – Mentre migliaia di famiglie attendono un alloggio e l’emergenza abitativa continua ad aggravarsi, la priorità della Regione dovrebbe essere affrontare i problemi dei cittadini, non alimentare vicende che rischiano di minare la fiducia nelle istituzioni”. “Sunia, Sicet e Uniat – proseguono i tre segretari – non difendono poltrone, ma il diritto degli inquilini siciliani ad essere rappresentati nel rispetto della legge. Per questo chiedono che venga fatta piena luce sull’intera vicenda. Valuteremo ogni ulteriore iniziativa istituzionale e, ove ne ricorrano i presupposti, anche giudiziaria, a tutela della legalità e delle prerogative riconosciute dalla normativa vigente. La casa è un diritto. Le istituzioni che la governano devono essere amministrate con trasparenza, imparzialità e nel pieno rispetto delle regole. Su questo non faremo alcun passo indietro”.
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