“Una buona e una cattiva notizia. Il Comune di Catania non è più a zero in materia di contrasto all’evasione dei tributi erariali. Ma ha fatto ancora così poco che ha ricevuto dallo Stato appena 530 euro e 24 centesimi. Ovvero, il 50 per cento delle somme riscosse. Siamo ancora alle briciole!”

 Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, commenta così i risultati della “Indagine conoscitiva sul contributo al contrasto dell’evasione fiscale erogato ai Comuni”. Lo studio, che si basa su dati del Ministero dell’Interno, è stato curato dal Servizio Uil Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Immigrazione diretto dal segretario confederale nazionale Santo Biondo.


 “Per anni – continua Enza Meli – abbiamo dovuto leggere che Catania era al palo in fatto di compartecipazione alla lotta contro chi non paga i tributi erariali, quelli dovuti allo Stato. Speriamo, pensiamo, che le nostre denunce e i nostri appelli del passato siano serviti almeno a far compiere il primo passo, consentendoci di lasciare il fondo della classifica. Siamo ancora molto lontani, però, da livelli accettabili e non ci consola sapere che tutta Italia, o quasi, versa nelle stesse condizioni”. 

L’esponente del “Sindacato delle Persone” aggiunge: “Crediamo che le responsabilità vadano innanzitutto cercate in quella politica nazionale e regionale capace sempre e solo di chiedere prestazioni e tagliare risorse agli enti locali. Dall’amministrazione cittadina, però, rivendichiamo uno scatto d’orgoglio nella battaglia di equità contro i furbetti che non pagano tasse e tributi. Vogliamo ribadire come nell’interesse dei catanesi, quelli che pagano, siamo sempre pronti a confrontarci con il sindaco Enrico Trantino nel merito di ogni iniziativa antievasione. Dal primo cittadino, inoltre, ci aspettiamo sostegno alle richieste della Uil perché i Governi favoriscano formazione continua e assunzioni negli Uffici Tributi comunali. Serve per avere più Sanità, più Scuola, più Trasporti, più Servizi sociali. E dovrebbe servire pure a pagare tutti meno tasse”.


  Dalla segretaria generale della Uil etnea, infine, un esplicito riferimento alle osservazioni fatte dal segretario nazionale del “Sindacato delle Persone”, Santo Biondo, presentando i risultati dell’Indagine conoscitiva: “Secondo elaborazioni preparatorie alla legge di bilancio per l’anno 2025 – ha scritto Biondo – il magazzino dei crediti fiscali locali ammonterebbe a circa 25 miliardi di euro. Quindi, a disposizione dei Comuni, ci sarebbero stati 12,5 miliardi. Se rapportate all’importo complessivo effettivamente recuperato, il dato che emerge è davvero scoraggiante. 

L’importo spettante ai Comuni per le riscossioni effettuate nel 2024 ed erogato nel 2025, è pari a 2.508.439,46 euro. Siamo circa allo 0,02 per cento di quanto potenzialmente recuperabile dalle amministrazioni locali. Tra l’altro, nella stragrande maggioranza dei casi l’ammontare recuperato è pari a zero o a poche decine di euro. In alcuni Comuni le cifre sono nell’ordine delle decine di migliaia, ma in rapporto alla popolazione risultano irrisorie”.

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