Ha riaperto dopo oltre 3 ore e mezza di stop al traffico l’autostrada A 19 Palermo Catania che è rimasta chiusa in entrambe le direzioni di marcia a causa di un incendio esploso in territorio di Petralia. Le fiamme hanno indotto prima alla limitazione del traffico e, in seguito alla chiusura dell’autostrada Palermo Catania fra i due svincoli più vicini al fronte del fuoco, quello di Tremonzelli e quello di Irosa.

Chiusa precauzionalmente l’autostrada

A causa dell’incendio era stata disposta, nel pomeriggio, la momentanea chiusura della A19 “Palermo-Catania”, in entrambe le direzioni, nel tratto compreso tra gli svincoli di Tremonzelli e Irosa, tra il km 73 e il km 83,400, fra i territori di Castellana Sicula e Petralia Sottana, in provincia di Palermo.

Il traffico è stato a lungo deviato verso la viabilità alternativa costituita dalla SS120, dalla SS290 e dalla SP138.

In un primo tempo si era deciso per interventi tampone poi risulta insufficienti anche pe ril formarsi di code in autostrada. Circa un’ora prima, infatti, si era scelto, di interrompere momentaneamente il traffico in direzione Palermo, all’altezza del km 79, in corrispondenza dello svincolo di Irosa, nel territorio di Petralia Sottana (PA) nella speranza di poter circoscrivere l’incendio alla vegetazione circostante l’autostrada e poi riaprire alla circolazione.

In direzione Catania, il traffico veniva già deviato con uscita obbligatoria allo svincolo di Tremonzelli e rientro allo svincolo di Irosa. In seguito il blocco fra Tremonzelli e Irosa è stato ampliato ad entrambe le corsie di marcia con una chiusura, di fatto, dell’autostrada in quel tratto. Ora la situazione è rientrata e la strada è stata riaperta.

Autobotte sulle Madonie non funzionante

E proprio in queste ore arriva la denuncia della deputata del Movimento 5 stelle sulla situazione dell’antincendio nell’rea delle Madonie: “Da diverse settimane le squadre antincendio che operano tra Petralia Sottana, Petralia Soprana e Gangi possono utilizzare una solo autobotte da mille litri, mentre un mezzo da quattro mila litri si trova fermo per un guasto meccanico. La situazione è paradossale perché davanti ad un’emergenza così vasta, i mezzi per agire tempestivamente non sono sufficienti a garantire che i boschi siano in sicurezza. Nonostante gli investimenti fatti recentemente per l’acquisto di autobotti e mezzi antincendio, per i quali sono stati impiegati 49 milioni di euro nell’ultimo biennio, ci sono ancora realtà da terzo mondo. A tutto ciò si aggiunga la ricomparsa di elicotteri privati, che spiega come talvolta le risorse vengano destinate non proprio per rendere capillare e funzionale il servizio antincendio con mezzi di terra in numero adeguato ed efficienti. Va ricordato che i forestali, cosiddetti 101unisti, sono già stati assunti proprio per far fronte all’emergenza incendi durante la stagione estiva” racconta Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.