PALERMO (ITALPRESS) – Un’altra notte di difficoltà e interventi ha coinvolto una Sicilia sempre più stretta nella morsa degli incendi. Se le temperature sembrerebbero dare un po’ di tregua a partire dalla giornata di oggi, 23 luglio, con il bollino giallo per Catania e Messina, roghi e black-out diffusi stanno ancora mettendo a dura prova le unità operative di Vigili del Fuoco, Corpo forestale e Protezione Civile.

Le condizioni climatiche più estreme coinvolgeranno invece Palermo, dove vige ancora il bollino rosso per le temperature e continuano i roghi, alimentati dal forte vento di scirocco che ne rende difficile lo spegnimento definitivo, anche sulle strade. Durante la notte sono stati infatti bloccati alcuni tratti dell’autostrada A19 Palermo-Catania.

A peggiorare ancor di più il quadro di questo scenario già complesso, inoltre, la morte di un vigile del fuoco cinquantanovenne di Caltanissetta, Alessandro Marchì, capo reparto deceduto in seguito a un malore che lo ha colpito mentre era in azione nei pressi di Mimiani, in zona San Cataldo. Vani i tentativi di soccorso di sanitari e colleghi, che hanno cercato di rianimarlo senza successo.

“Profondo dolore per la perdita di Alessandro Marchi” dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere, al servizio della collettività. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rivolgo, a nome mio e del Ministero dell’Interno, le più sentite condoglianze. Non sarà dimenticato”.

“Esprimo il più profondo cordoglio – dice invece il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani per la scomparsa del vigile del fuoco Alessandro Marchì, morto mentre era impegnato a proteggere il territorio e la comunità dalle fiamme nel Nisseno”.

Nel messinese gli interventi gestiti dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco hanno interessato diverse aree della provincia. Le operazioni hanno coinvolto squadre permanenti e volontarie, Forestale, moduli AIB e DOS nei comuni di Saponara, Santo Stefano di Camastra, Roccella Valdemone, Mojo Alcantara, Condrò, Francavilla di Sicilia, Tortorici, oltre alle zone collinari di Messina e a Taormina.

Una squadra con Autobotte pompa è stata inviata anche a Ragalna, nel Catanese, in supporto al locale Comando. Proseguite le attività di bonifica e controllo dei focolai, con dispositivo di soccorso potenziato.

COCINA “I FRONTI PIU0 GRAVI E PROBLEMATICI SONO TRE”

“Tutti gli incendi più piccoli sono stati domati, i fronti più gravi e problematici restano quelli di Santo Stefano Quisquina, Cammarata e Monreale”. Lo dichiara all‘Italpress il capo della Protezione Civile siciliana, Salvatore Cocina. “L’apice degli eventi e la giornata più grave è stata quella di ieri (22 luglio), con trecentocinquanta eventi incendiari di cui dieci maggiori per i quali è stato necessario l’intervento aereo. Ieri pomeriggio da Roma sono arrivati altri quattro canadair, per un totale di sei che hanno operato durante la notte insieme a quattro elicotteri. C’è stato di fatto il raddoppio della flotta statale a disposizione, nonostante l’avaria di un mezzo aereo nel corso degli interventi. Ormai non è più solo un problema di prevenzione e lotta agli incendi – sottolinea Cocina – bensì di ordine pubblico. Questo per colpa dei piromani che stanno attentando all’ambiente e alle vite umane, come dimostra purtroppo la morte del vigile del fuoco, Alessandro Marchì. Questa dinamica è grave e ci fa rabbia, per questo credo che in queste giornate da codice rosso – ha rimarcato – si debba procedere effettuando presidi con forze dell’ordine ed esercito. Il numero di incendi ha superato la capacità di risposta del nostro sistema, ma se ciò è avvenuto è anche perché vi è un accanimento da parte dei piromani che rendono il fenomeno fuori controllo”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).