Passeggiare a Ortigia, guardare le vetrine, sedersi a un aperitivo: per molti siracusani, la sera d’estate finisce lì. Non per scelta, ma perché di alternative concrete, in città, ce ne sono poche. È un tema di cui a Siracusa si discute da tempo, sollevato di recente anche da Alessandro Giudice, docente al Liceo Gargallo e all’Università di Catania, autore del docufilm “Syracuse 756” in una nota sulla scarsità di eventi accessibili in città.
I karaoke
A colmare il vuoto, spesso, sono i bar e i locali di Ortigia con le loro serate di karaoke, musica dal vivo in formato ridotto, piccoli spettacoli da consumare insieme a una birra. Iniziative legittime, ma che non possono sostituire una programmazione culturale vera: eventi pensati per chi la città la vive tutto l’anno e non solo per il turista di passaggio.
La programmazione
È esattamente il punto su cui insiste Giudice: Siracusa avrebbe smesso da anni di programmare un’estate diffusa, quella fatta di cinema all’aperto quotidiano, spettacoli gratuiti o a prezzi popolari, iniziative capillari nei quartieri — un’offerta che la città, sostiene, aveva in un passato non troppo lontano e che oggi è scomparsa quasi del tutto, lasciando il vuoto colmato solo da qualche iniziativa sporadica di quartiere.
Le cine arene
Il confronto che il docente propone è netto: Bologna con il suo megaschermo gratuito in piazza Maggiore, Catania con le cinearene sempre piene, la stessa Avola dove con 50 euro si possono fare anche dieci serate. A Siracusa, per una serata diversa, l’alternativa spesso è prendere la macchina e uscire dalla città.
I concerti al Teatro greco ma non per tutti
Perché è proprio questo il punto: la penuria di offerta non pesa solo su chi arriva da fuori per una settimana di vacanza, ma soprattutto sui residenti, che un’estate a Siracusa la vivono per tre mesi e non possono accontentarsi di una passeggiata in centro storico ogni sera. Chi cerca qualcosa di più, un concerto, uno spettacolo, un evento con un cartellone strutturato, deve guardare quasi esclusivamente al Teatro Greco, dove i prezzi raccontano un’altra storia: si va dai 25 euro dell’Hans Zimmer Tribute fino ai 65 euro e oltre per i settori più ambiti dei grandi concerti in cartellone.
Le proposte
A corroborare la tesi c’è anche la proposta che lo stesso Giudice racconta di aver avanzato al Comune: un cineforum gratuito di due settimane, inframezzato da tre concerti di chitarra, presentato tramite un’associazione culturale con documenti scritti, email e incontri diretti al Vermexio.
Un progetto a costi quasi nulli per l’amministrazione, con organizzatori disponibili anche a non essere retribuiti pur di non rimetterci di tasca propria per le spese vive. Nessun riscontro concreto, secondo il suo racconto: non un contributo, non un patrocinio oneroso anche solo parziale. Un caso singolo, certo, ma che il docente porta a sostegno di un’idea più ampia: mancano non tanto i grandi eventi, quanto tutto ciò che potrebbe stare intorno e sotto, a costi accessibili.
I costi a Siracusa
Cifre che a Siracusa pesano più che altrove. Non è un dettaglio da poco: la città è stata più volte segnalata tra le più care d’Italia per inflazione, con rincari annui stimati fino a 600-700 euro per famiglia secondo i report dell’Unione Nazionale Consumatori ripresi anche da BlogSicilia, che nell’agosto 2025 parlava apertamente di una “tassa occulta” legata all’overtourism, capace di gonfiare i prezzi in città più che altrove in Sicilia. Un paradosso enorme, se si pensa che la provincia si colloca tra le ultime in Italia per reddito e ricchezza delle famiglie: un biglietto da 65 euro, in questo contesto, non è un capriccio ma una spesa che molti nuclei familiari non possono permettersi, specie se moltiplicata per due o tre componenti.
Il risultato è un’estate a due velocità: da un lato i grandi nomi al Teatro Greco, vetrina prestigiosa ma fuori portata per tanti; dall’altro il vuoto, riempito alla meglio da iniziative di quartiere e serate nei locali. In mezzo, manca quasi del tutto una terza via: eventi di qualità, diffusi, a costi contenuti, pensati per chi a Siracusa ci abita davvero.






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