L’obiettivo dichiarato è di “rafforzare l’azione del partito a Siracusa” ma anche “dare nuovo slancio all’attività amministrativa e al radicamento di Forza Italia sul territorio”. Queste le linee guide di Forza Italia che è tornata con un proprio gruppo nel Consiglio comunale di Siracusa dopo una scissione: da un lato c’era la pattuglia sotto le insegne ufficiali, composto dal capogruppo Leandro Marino, Alessandra Barbone e Salvatore La Runa, dall’altra Forzisti Siracusa, gruppo guidato da Damiano De Simone, Cosimo Burti e Marco Greco, subentrato a Luigi Gennuso, fratello del deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso.

Il sacrificio di Marino e l’ascesa di De Simone

Come sempre accade con le fusioni qualcuno paga il conto. Ed è stato servito a Leandro Marino che ha perso i galloni del comando ma da mesi sul suo conto, dentro Forza Italia, ci sarebbero stati dei malumori anche per via di alcune iniziative in Consiglio che sarebbero state prese in totale autonomia senza condividerle con altri colleghi.

Il messaggio all’aula, al Mpa ed al sindaco

La mossa di Forza Italia di presentarsi con una pattuglia più numerosa avrebbe, secondo autorevoli fonti del Centrodestra, degli altri obiettivi. Intanto, mostrare i muscoli alla maggioranza e dunque  ai movimenti legati al sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ed al Mpa, le due forze preponderanti a sostegno dell’amministrazione. Un segnale chiaro che Forza Italia può agire da protagonista da qui fino al termine della legislatura che sarà nel 2027 qualora il primo cittadino decidesse di correre per le Politiche o nel 2028, a scadenza naturale.

Verso il rimpasto

Uno dei temi caldi, e non solo per la rovente estate, è il rimpasto nella giunta. Da mesi, il Mpa fa pressing per aumentare la sua presenza che, nella tesi degli autonomisti, è precaria – 2 assessori – considerata la forza numerica: 7 consiglieri.

A spingere ci sono anche i fedelissimi del sindaco anche loro desiderosi di maggiore spazio ma fino ad ora Italia, noto per essere come il generale romano Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, ha preso tempo. E così, secondo questa stessa autorevole fonte politica, Forza Italia avrebbe teso un ramoscello d’ulivo al sindaco, dando un segnale di distensione qualora le cose, ai fini del rimpasto si mettessero male, specie se il Mpa dovesse puntare i piedi e far saltare il banco. Insomma, nessuna carta bianca anche perché poi gli obiettivi del partito, legati ai provvedimenti per la città, dovrebbero combaciare con quelli di Italia e non è detto che lo possano essere ma il segnale politico c’è.