C’è una polemica che cova sotto la cenere della politica siracusana, e che la nota del commissario provinciale di Grande Sicilia, Enzo Vinciullo, ha contribuito a portare in superficie con una franchezza insolita per i comunicati di partito. Il bersaglio dichiarato sono le critiche di Fratelli d’Italia al deputato regionale Giuseppe Carta; il bersaglio reale è qualcosa di più complesso: la partita del rimpasto nell’amministrazione Italia e il posizionamento dei partiti in vista di una stagione elettorale che si preannuncia densa — Politiche, Regionali e, nel 2028, le comunali di Siracusa.

Lo scenario

Per capire da dove nasce la nota di Vinciullo bisogna fare un passo indietro. La settimana scorsa il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Romano, aveva rinnovato una richiesta ormai ricorrente: MPA-Grande Sicilia deve uscire dalla maggioranza di Francesco Italia e ricompattarsi con il centrodestra all’opposizione. Un’uscita dal perimetro della giunta che, nell’ottica di FdI, servirebbe a costruire un’alternativa credibile in vista delle prossime scadenze elettorali, comunali del 2028 incluse, salvo che Italia non decida di candidarsi alla Camera o al Senato, ipotesi che aleggia sulla città e che cambierebbe radicalmente gli scenari.

Il rimpasto

Nel frattempo, dentro Palazzo Vermexio, la situazione è tutt’altro che tranquilla. Il rimpasto annunciato e mai concluso tiene in sospeso gli equilibri della coalizione che sostiene il sindaco. MPA si considera la forza politica più strutturata della maggioranza e rivendica spazio: i due assessori attuali non bastano. Ma anche la lista civica Francesco Italia sindaco spinge per una rappresentanza più robusta in giunta. Il risultato è una trattativa che si trascina, con tensioni che inevitabilmente trovano sfogo pubblico.  (Alcuni rumor svelano clamorosi interessamenti all’amministrazione Italia da parte Forza Italia e FdI ma a BlogSicilia, autorevoli esponenti di entrambi i partiti, smentiscono in moto categorico questa ipotesi)

Le parole di Carta

È in questo contesto – le tensioni dentro la maggioranza –  che andrebbero lette le parole di Carta a Fm Italia: la richiesta di maggiore incisività su verde pubblico, strade e edilizia scolastica suona, secondo diversi osservatori, più come un segnale politico in chiave rimpasto che come una critica nell’interesse dei cittadini. Ma è una frase in particolare ad aver alzato la temperatura: “Basta mutui per rotonde e stradine di qualche amico”. Un’accusa politicamente pesante, che FdI non ha lasciato cadere. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, ha replicato che quelle affermazioni sono gravi e vanno chiarite, cogliendo l’occasione per ricordare come MPA sia dentro fino al collo nell’amministrazione Italia  e quindi corresponsabile di tutto ciò che critica.

Vinciullo attacca FdI

Qui entra in campo Vinciullo, con una nota che è al tempo stesso una difesa di Carta e un attacco frontale a FdI. Il commissario provinciale di Grande Sicilia porta i dati elettorali: nelle ultime comunali a Floridia, Augusta e Lentini, il movimento si è presentato nel centrodestra con proprie liste, è risultato il primo partito nella provincia di Siracusa, e in due dei tre comuni ha sostenuto candidati a sindaco espressi proprio da Fratelli d’Italia. FdI, per contro, in due comuni su tre non è riuscita a eleggere nemmeno un consigliere. “Se qualcuno preferisce mantenere divisa la coalizione per meri e incomprensibili interessi”, chiosa Vinciullo, “sarebbe opportuno che lo spiegasse chiaramente”.

Il duello nel Centrodestra

La domanda, retorica nella forma ma concreta nella sostanza, inverte la logica dell’attacco: non è MPA a indebolire il centrodestra restando in giunta con Italia, dice Vinciullo, ma semmai chi usa le polemiche interne per regolare conti che nulla hanno a che fare con la ricostruzione della coalizione. È una lettura che FdI non condividerà ma che fotografa bene la frattura che percorre il centrodestra siracusano. Il rimpasto, quando arriverà, dirà qualcosa di più su chi ha davvero il peso politico per dettare le condizioni. Fino ad allora, la polemica su Carta serve a tutti: a MPA per ribadire la propria centralità, a FdI per marcare le distanze da un’amministrazione che non ha mai smesso di contestare.