Agosto comincia con una quarta ondata di caldo africano destinata a prolungarsi almeno fino a Ferragosto. Le temperature più elevate colpiranno soprattutto il Centro-Nord, dove Firenze potrebbe raggiungere i 40°C e Bologna i 39°C. Tra l’8 e il 10 agosto arriverà una breve attenuazione, ma il calo sarà limitato a pochi gradi e potrebbe essere accompagnato da un aumento dell’afa.

Le elaborazioni meteorologiche riportate da ILMeteo.it descrivono, quindi, una prima metà del mese segnata da temperature molto superiori alle medie, notti poco fresche e temporali pomeridiani concentrati soprattutto sui rilievi.

L’anticiclone africano manterrà i suoi massimi tra Francia, Germania e Italia centro-settentrionale. Il Sud resterà più lontano dal nucleo più caldo e potrà beneficiare, almeno lungo le coste, dell’azione delle brezze marine.

Dove saliranno di più le temperature

Il caldo più intenso interesserà le regioni settentrionali e quelle centrali affacciate sul Tirreno. A Firenze sono previste massime comprese tra 37°C e 40°C. Bologna potrebbe oscillare tra 38°C e 39°C. Anche Milano e Roma affronteranno giornate molto calde, con valori tra 35°C e 38°C. Torino e Rimini dovrebbero invece muoversi tra 34°C e 37°C.

La distribuzione delle temperature non sarà uniforme. Le zone interne e le aree urbane, dove asfalto e cemento rilasciano durante la notte il calore accumulato nelle ore diurne, potranno avvertire condizioni più pesanti rispetto alle località costiere.

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di ILMeteo.it, l’estate 2026 potrebbe superare quella del 2003 per quantità complessiva di calore, soprattutto al Nord e sulle regioni centrali tirreniche. Il confronto non riguarda, pertanto, una singola giornata da record, ma la persistenza delle temperature elevate lungo gran parte della stagione.

Perché il Sud resterà più lontano dai picchi

Napoli e Bari potranno raggiungere temperature comprese tra 33°C e 35°C. Palermo, Cagliari e Catanzaro dovrebbero fermarsi tra 32°C e 35°C. Non si tratterà di temperature basse, ma il Meridione dovrebbe evitare i valori estremi attesi nelle città del Centro-Nord. Le brezze marine contribuiranno a ridurre le massime lungo le coste, mentre il cuore dell’anticiclone resterà spostato più a nord.

Il caldo sarà percepibile, soprattutto nelle ore centrali e nelle zone interne, dove l’influenza del mare diminuisce. L’afa potrà, inoltre, accentuare il disagio anche in presenza di temperature inferiori rispetto a Firenze, Bologna o Milano. Un valore di 33°C associato a umidità elevata può risultare più difficile da sopportare di una temperatura superiore in condizioni più asciutte.

Cosa alimenta le ondate di caldo sull’Europa

ILMeteo.it collega la frequenza e la durata di queste fasi a un’accelerazione del riscaldamento osservata alle latitudini europee dal 2014. Tre i fattori:

  • Il primo riguarda l’espansione verso nord della fascia subtropicale. Le masse d’aria molto calde, che in passato rimanevano più spesso confinate sul Nord Africa, riescono così a raggiungere con maggiore frequenza l’Europa meridionale.
  • Il secondo elemento è l’aumento della temperatura del Mediterraneo. Essendo un mare relativamente piccolo e quasi chiuso, accumula calore per lunghi periodi e lo restituisce lentamente all’atmosfera. Una superficie marina più calda limita il raffreddamento notturno delle coste e aumenta la quantità di vapore acqueo disponibile.
  • Il terzo fattore è la riduzione delle superfici innevate e ghiacciate. Il ghiaccio riflette una parte della radiazione solare attraverso l’effetto albedo. Quando la copertura bianca diminuisce, terreni e rocce assorbono più energia e si scaldano rapidamente.

Questi processi si sommano alla persistenza dell’anticiclone e possono prolungare le fasi calde per diversi giorni.

Quando arriveranno i temporali

Il calore accumulato negli strati più bassi dell’atmosfera fornirà energia ai temporali pomeridiani. I fenomeni interesseranno soprattutto Alpi e Appennini, dove il sollevamento dell’aria lungo i rilievi favorisce lo sviluppo di nubi temporalesche.

Le precipitazioni potranno risultare localmente intense, ma non rappresenteranno una vera interruzione dell’ondata di caldo. Nelle pianure e nelle grandi città il tempo resterà in prevalenza stabile e molto caldo. Una maggiore instabilità è prevista tra l’8 e il 10 agosto. In quella fase alcuni temporali potranno raggiungere anche la pianura settentrionale, l’Appennino e il versante adriatico. Le temperature dovrebbero scendere di circa due gradi. Il sollievo, però, rischia di essere modesto: l’aumento dell’umidità potrà rendere l’aria più afosa e limitare la sensazione di freschezza.

Perché la pausa dell’8 agosto non sarà una svolta

Il passaggio instabile atteso tra l’8 e il 10 agosto non modificherà la struttura generale della circolazione atmosferica. L’anticiclone resterà presente e potrebbe tornare a rinforzarsi dopo il transito dei temporali.
Il calo termico sarà quindi temporaneo e contenuto. In molte città le massime resteranno comunque superiori ai 30°C, mentre le minime notturne potrebbero continuare a mantenersi alte. La combinazione tra calore e umidità può pesare soprattutto nelle ore serali, quando l’organismo ha bisogno di disperdere il calore accumulato durante il giorno. Le aree urbane risultano più esposte perché gli edifici, le strade e le superfici impermeabili rallentano il raffreddamento.

Come cambieranno le giornate dopo Ferragosto

La vera attenuazione non dipenderà soltanto da un cambiamento meteorologico. Con l’avanzare di agosto, le ore di luce diminuiscono e le notti diventano progressivamente più lunghe. Il suolo dispone, infatti, di meno tempo per assorbire la radiazione solare e di più ore per disperdere il calore. Il processo è graduale e non impedisce nuove ondate calde, ma riduce lentamente la capacità dell’atmosfera di mantenere per molti giorni le temperature estreme tipiche dell’inizio dell’estate.

Il percorso continuerà fino all’equinozio d’autunno, previsto il 23 settembre, quando la durata del giorno e quella della notte saranno pressoché equivalenti. Per la prima metà di agosto, però, il segnale resta netto: il caldo africano continuerà a interessare gran parte dell’Italia, con le condizioni più dure al Centro-Nord e una pausa poco incisiva prima di Ferragosto.