Gli azzurri provano a ripartire dalla Sicilia orientale e lo fanno cercando l’unità dispersa in questi anni. Forza Italia rilancia l’unità sotto l’Etna e avvia il percorso politico e organizzativo verso le sfide del 2027. Si è svolta stamattina a Catania una riunione alla quale hanno partecipato il commissario regionale del partito Nino Minardo, l’europarlamentare e segretario provinciale Marco Falcone, il deputato nazionale Giuseppe Castiglione, i deputati regionali Nicola D’Agostino e Salvo Tomarchio e il segretario di Forza Italia Grande Città Massimo Pesce.
Da oggi l’azione del partito sarà rilanciata attraverso un coordinamento stabile tra il segretario provinciale e i parlamentari della provincia, per condividere collegialmente le scelte che riguardano il territorio.
“È stato un confronto franco e positivo, che ha sancito la volontà comune di rafforzare la collegialità e la condivisione degli obiettivi. Lavoreremo insieme per consolidare l’organizzazione del partito sul territorio e rendere Forza Italia sempre più forte e pronta ad affrontare, con unità e responsabilità, le sfide del 2027”, dichiarano congiuntamente i partecipanti alla riunione.
Non solo Catania, nuova unità a Siracusa
L’obiettivo dichiarato è di “rafforzare l’azione del partito a Siracusa” ma anche “dare nuovo slancio all’attività amministrativa e al radicamento di Forza Italia sul territorio”. Queste le linee guide di Forza Italia che è tornata con un proprio gruppo nel Consiglio comunale di Siracusa dopo una scissione: da un lato c’era la pattuglia sotto le insegne ufficiali, composto dal capogruppo Leandro Marino, Alessandra Barbone e Salvatore La Runa, dall’altra Forzisti Siracusa, gruppo guidato da Damiano De Simone, Cosimo Burti e Marco Greco, subentrato a Luigi Gennuso, fratello del deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso.
Come sempre accade con le fusioni qualcuno paga il conto. Ed è stato servito a Leandro Marino che ha perso i galloni del comando ma da mesi sul suo conto, dentro Forza Italia, ci sarebbero stati dei malumori anche per via di alcune iniziative in Consiglio che sarebbero state prese in totale autonomia senza condividerle con altri colleghi.






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