Sequestro preventivo per il Lunimar, bar situato nell’area dell’Isola delle Correnti, nel territorio di Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano. A dare notizia del provvedimento è lo stesso titolare, Marco Celeste, con un post pubblicato sui social.
L’annuncio
Celeste riferisce di avere ricevuto la notifica di un decreto di sequestro preventivo emesso nell’ambito di un procedimento penale della Procura della Repubblica di Siracusa. Secondo quanto riportato dal titolare, la vicenda riguarda anche la presenza dell’attività nell’area dell’Isola delle Correnti e, in particolare, l’utilizzo di sdraio e ombrelloni.
“Fiducia nella magistratura, ho tutti i pareri con me”
“Ho piena fiducia nel lavoro della Magistratura e sono assolutamente sereno sulla possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato”, scrive. Il titolare sostiene che l’attività sia stata esercitata sulla base dei titoli, dei pareri e delle autorizzazioni acquisiti presso le amministrazioni competenti. Tra gli enti citati nel post figurano la Soprintendenza di Siracusa, il Genio Civile, il Comune di Portopalo di Capo Passero e l’Asp di Siracusa.
Quanto alle attrezzature da spiaggia, sostiene che i clienti le noleggiassero autonomamente a terra, posizionandole dove ritenevano opportuno. “È proprio su questo punto che i miei legali, ai quali ho già conferito immediato mandato, interverranno nelle forme e nei termini previsti dalla legge”, afferma.
“Non ho fatto scavi”
Nel post il titolare respinge inoltre l’ipotesi di interventi invasivi sull’arenile o sull’habitat naturale. “Non ho realizzato scavi sulla spiaggia, non ho interrato strutture o fosse”, scrive Celeste.
Aggiunge di non avere realizzato opere finalizzate ad alterare l’arenile e di non essere mai entrato in spiaggia con alcun mezzo. Il titolare ribadisce quindi di avere agito nel rispetto delle prescrizioni degli enti competenti e con attenzione alla tutela dell’area. “Non intendo alimentare polemiche né processi mediatici”, sottolinea, sostenendo che la vicenda debba essere affrontata nelle sedi giudiziarie.






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