Dopo anni di attesa e un iter tormentato, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) fa finalmente il suo ingresso ufficiale in Consiglio Comunale. L’avvio della discussione in Aula segna un momento decisivo per il futuro dei 38 chilometri di costa palermitana, uno strumento che l’amministrazione Lagalla ha perseguito con determinazione per superare la gestione frammentata degli ultimi anni. Dalla Costa Sud a Mondello e viceversa, il Piano determinerà il futuro delle spiagge, delle concessioni, della bagnabilità (Inquinamento permettendo), dell’utilizzo. Un elemento fondamentale senza il quale ogni dibattito sul futuro di Mondello come della Costa Sud è monco

Il punto di vista della maggioranza

Per la Giunta, il PUDM rappresenta il tassello mancante per ridare ordine e dignità al litorale. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta e la Presidente della Commissione Urbanistica, Tiziana D’Alessandro, hanno sottolineato l’importanza del passaggio odierno. “Oggi abbiamo avviato un percorso che Palermo attende da anni”, ha dichiarato D’Alessandro, evidenziando come la visione complessiva del Piano punti a coniugare “tutela, libera fruizione e sviluppo”. L’obiettivo dichiarato è una costa più ordinata, capace di bilanciare le esigenze di chi vive il mare – dalle attività ludiche a quelle sportive – con la necessaria salvaguardia ambientale.

L’affondo dell’opposizione

Se il piano è visto come un traguardo storico, non mancano le stoccate dai banchi dell’opposizione. I gruppi consiliari, che hanno presenziato in aula garantendo il numero legale, non hanno nascosto la propria preoccupazione per i tempi e per la sostanza dell’atto. “Finalmente in Aula, ma lacune e ritardi mettono a rischio le assegnazioni per la prossima stagione”, denunciano le consigliere e i consiglieri di minoranza.

Al centro delle critiche la mancanza di documenti completi sulle ricadute economiche del piano, che a detta dell’opposizione impedirebbe valutazioni di merito, oltre a persistenti incertezze sulla legittimità degli immobili ricadenti su area demaniale. Il timore espresso dai consiglieri è che, con le tempistiche attuali, si possa arrivare a ridosso della prossima stagione balneare senza bandi pronti, costringendo il Comune a ricorrere ancora una volta a proroghe o assegnazioni temporanee.

Cosa prevede il piano

Il PUDM, frutto di un lungo lavoro interassessoriale, disegna una nuova geografia della costa. Il piano articola il litorale in diverse aree e zone — dalle aree di interesse naturalistico agli spazi per le attività ludiche e sportive — con l’obiettivo di alternare tratti in concessione a ampi segmenti di spiaggia libera, garantendo un accesso democratico al mare. Con 76 concessioni previste per una superficie totale di circa 258mila metri quadri, il piano cerca di mettere ordine tra le concessioni storiche e la necessità di riqualificazione, in particolare lungo la costa Sud.

La sfida finale

Ora la palla passa definitivamente al Consiglio Comunale. La città attende di capire se, e in che tempi, Palermo riuscirà a dotarsi di questo strumento di pianificazione. L’auspicio bipartisan, nonostante la dura dialettica politica, resta quello di arrivare a un documento definitivo che possa trasformare la gestione del mare in un volano di sviluppo per l’intera comunità.

Nella foto la spiaggia di Romagnolo