Dieci minuti. Tanto è durata la tromba d’aria con grandine che ieri pomeriggio, 28 agosto, ha colpito Cremona. In quei dieci minuti i vigili del fuoco hanno accumulato un centinaio di interventi, il Duomo ha perso una guglia e dalla torre civica del palazzo comunale è crollata la parte alta.
Il bilancio sanitario parla di 43 persone assistite al pronto soccorso. Nessuna in condizioni gravi. Quello materiale è pesante: almeno dieci chiese danneggiate, migliaia di alberi caduti, almeno diecimila auto colpite dalla grandine, decine fra case e palazzi scoperchiati.
Un centinaio di interventi in pochi minuti
La città si è trovata sotto il temporale nel pomeriggio di venerdì. La violenza dell’evento ha concentrato le chiamate in una finestra brevissima. Tutta la macchina dei soccorsi si è trovata sotto pressione.
Accanto ai vigili del fuoco sono stati mobilitati i volontari della protezione civile. Il servizio straordinario di pulizia delle strade è iniziato alle 4 del mattino ed era ancora in corso a metà giornata.
Il centro storico è rimasto punteggiato di alberi sradicati, tegole e pietre.
Il Duomo senza una guglia, la torre civica troncata
I due simboli della città sono anche i due danni più visibili.
La cattedrale ha perso una guglia. Dal palazzo comunale è venuta giù la parte alta della torre civica. Sono gli edifici che affacciano sulla piazza principale di Cremona. Le chiese danneggiate sono almeno dieci, a partire proprio dalla cattedrale.
Quarantatré al pronto soccorso, nessun codice rosso
Sul fronte sanitario il quadro è meno grave di quanto le immagini lascino temere.
All’ospedale di Cremona sono arrivate 43 persone. Gli accessi si sono concentrati in un intervallo molto ristretto, durante la grandinata. Nessuno dei pazienti si trovava in condizioni gravi. Non sono stati registrati codici rossi.
A spiegare la natura delle lesioni è stato Enrico Storti, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Asst di Cremona: “Abbiamo trattato soprattutto traumi, provocati da cadute o dal tentativo di trovare riparo dalla grandine, in particolare alla testa e alle mani. In quattro casi sono state riscontrate fratture di femore”.
Per gestire l’arrivo quasi simultaneo di oltre quaranta persone l’ospedale ha potenziato i turni del personale medico e infermieristico, sia in pronto soccorso sia in radiologia. Anche la struttura è stata interessata dal maltempo. Non ha però riportato danni di rilievo.
In mattinata la situazione era rientrata, come ha spiegato Francesca Co’, direttrice del pronto soccorso: “La maggior parte è stata dimessa, una rimane in osservazione, mentre quattro pazienti traumatizzati necessitano di ricovero”.
Il direttore generale dell’Asst, Ezio Belleri, ha riassunto così la gestione dell’emergenza: “Ci siamo trovati a gestire quasi contemporaneamente l’arrivo di oltre quaranta persone e il sistema dell’emergenza-urgenza ha risposto con tempestività”.
Belleri ha ringraziato “tutti gli operatori che si sono messi immediatamente a disposizione”, compresi quelli rimasti oltre il normale avvicendamento dei turni. Ha rivolto poi un “pensiero” a chi sta affrontando gli esiti del maltempo. Nel coordinamento sono stati coinvolti anche il personale di Areu e le forze dell’ordine.
Otto famiglie senza casa
Il capitolo che pesa di più sulle persone riguarda le abitazioni.
Decine fra case e palazzi sono state scoperchiate. Almeno otto famiglie sono rimaste senza un tetto e sono state evacuate. La stabilità di altri edifici dovrà essere verificata nei prossimi giorni.
Sul fronte dei danni diffusi i numeri raccontano l’ampiezza dell’evento. Le auto danneggiate dalla grandine sono almeno diecimila. Gli alberi caduti si contano a migliaia.
Imprese e agricoltura sotto la grandine
Anche il tessuto produttivo ha pagato.
La fiera di Cremona ha tre dei suoi quattro padiglioni danneggiati. Molte imprese segnalano strutture colpite, e lo stesso vale per le aziende agricole del territorio.
La Regione chiede di estendere lo stato di emergenza
Sul piano istituzionale la Lombardia si è mossa nella giornata di oggi.
Le trombe d’aria e la grandine di ieri non hanno riguardato soltanto Cremona. Hanno interessato anche le province di Mantova, Bergamo e Pavia. Per questo la Regione chiederà di estendere a quei territori la richiesta di stato di emergenza già formalizzata nei giorni scorsi.
Quella richiesta era stata presentata per i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha colpito la Lombardia a partire dal 20 agosto.
Palazzo Chigi: contatti costanti con la protezione civile
Il governo ha diffuso una nota per riferire di seguire la situazione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in contatto con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, con il sottosegretario Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e con le autorità locali.
Nella nota il governo si dice vicino alle comunità colpite. Indica, inoltre, di seguire le operazioni di soccorso e assistenza, con attenzione ai feriti, a chi è rimasto senza abitazione e ai danni provocati dal maltempo.
Foto di VisitCremona, Studio B12 e CR1.






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