Palermo 30 agosto 2026 – La Camera del Lavoro Metropolitana di Palermo, fondata il primo settembre del 1901 da Rosario Garibaldi Bosco, uno dei leader del movimento dei Fasci siciliani, quest’anno celebra 125 anni di storia.
Cinque anni fa, per i 120 anni, furono apposte due targhe, una nella sede storica del sindacato di via Montevergini e l’altra nella sede attuale dove dal 1980 si trova la Cgil Palermo, in via Giovanni Meli, 5. La sede è intitolata a Giovanni Orcel, storico segretario dei metalmeccanici, ucciso in un agguato mafioso il 14 ottobre 1920, a pochi mesi di distanza dall’omicidio di Nicolò Alongi, dirigente del movimento contadino di Prizzi.
Per festeggiare l’evento sono in programmazione, nelle prossime settimane, la pubblicazione di un libro, una mostra fotografica e documentaria e la pubblicazione del numero unico di una rivista della Camera del Lavoro, con i contributi del gruppo dirigente, di ex segretari generali e di esponenti esterni al sindacato, che ricostruiscono la storia della Camera del Lavoro, che affonda le radici nel movimento dei Fasci siciliani oltre che nel movimento sindacale italiano. Le camere del lavoro italiane nascono infatti a partire dalla fine del XIX secolo e tra le prima a essere fondate ci furono anche quelle di Piacenza e di Milano.
L’evento dei 125 anni della nascita della Camera del Lavoro di Palermo ricade nello stesso anno in cui ricorre il 120° anniversario della nascita della Cgil, le cui celebrazioni sono in corso (la cerimonia inaugurale si è tenuta il 17 marzo a Milano) anche attraverso un progetto audiovisivo, un grande affresco a puntate che racconta, anno per anno, i 120 anni di storia del lavoro e del sindacato in Italia, con i momenti salienti delle battaglie sindacali, tra cui la strage di Portella della Ginestra e dei sindacalisti uccisi dalla mafia.
Negli anni la Camera del Lavoro ha continuato a difendere gli interessi dei lavoratori, acquisendo sempre più consapevolezza che per difendere i diritti del lavoro occorre battersi per cambiare una società che produce sfruttamento e diritti violati. Per questo si è dato sempre più spazio alla lotta per la giustizia sociale e contro la mafia, alla lotta per un ambiente vivibile, per la salute e per i diritti civili.
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