Da questa mattina chi attraversa Adrano sulla statale 284 non passa più dalla vecchia strada. Anas ha aperto il nuovo tracciato e ci ha spostato sopra il traffico.

Sono 3.750 metri di strada nuova, costruita quasi tutta fuori dalla sede attuale. L’investimento è di 66 milioni di euro.

C’è, però, una cosa da sapere prima di mettersi in macchina.

Il semaforo su corso Italia

Nella prima fase di esercizio il collegamento con corso Italia resta garantito, ma con una regolamentazione provvisoria.

All’intersezione è stato attivato un semaforo temporaneo, che serve a rendere sicuri l’ingresso e l’uscita dalla viabilità urbana. Anas stima che resterà in funzione per circa due mesi.

Nel tratto interessato il limite di velocità è fissato a 50 chilometri orari, e vale soltanto per il tempo necessario alla gestione provvisoria dell’incrocio.

Cosa cambia rispetto a prima

Il vecchio tracciato aveva due difetti che chi ci passa ogni giorno conosce bene.

Il primo è l’andamento tortuoso. Il secondo sono i numerosi accessi alle proprietà che si affacciano sulla carreggiata, con veicoli che entrano ed escono in continuazione.

La nuova strada nasce per superare entrambi. Anas indica come risultati attesi il miglioramento dei livelli di servizio e della sicurezza, oltre alla riduzione dei tempi di percorrenza.

Dove passa la strada nuova

Il tracciato si sviluppa alle porte del centro abitato, fra il chilometro 26 e il chilometro 30, e ricade interamente nel territorio comunale di Adrano.

La carreggiata è di categoria C1: una corsia per senso di marcia da 3,75 metri e banchine laterali da un metro e mezzo, per una larghezza complessiva di 10,50 metri.

Gallerie, viadotti e un problema risolto

Su meno di quattro chilometri sono state costruite quattro opere di rilievo.

Le gallerie artificiali sono la Cannatella, lunga 95 metri, e la Naviccia, di 42. I viadotti, entrambi in acciaio corten, sono il Giordano da 180 metri e il Granatello da 200.

Quest’ultimo è quello che risolveva il nodo più delicato. Scavalca la linea della Ferrovia Circumetnea senza toccare né i binari né la viabilità già esistente.

Messe insieme, le quattro opere coprono poco meno del 14 per cento dell’intero tracciato. Il resto dell’intervento comprende otto sottopassi, 31 tombini e 33 muri in terra armata.

Il 92 per cento della terra è rimasto lì

Sul fronte ambientale il dato che Anas mette in evidenza riguarda gli scavi.

Il 92 per cento dei materiali estratti è stato riutilizzato in cantiere. Meno cave da aprire, meno camion in movimento, meno emissioni di anidride carbonica.

Nei tratti più vicini al Parco dell’Etna sono state preferite opere in terra rinforzata e pavimentazioni fonoassorbenti, per contenere l’impatto sul paesaggio e il rumore.

C’è poi un capitolo che riguarda gli alberi. Il progetto prevede la salvaguardia di specie arboree endemiche di pregio, fra cui il Bagolaro dell’Etna.

Perché l’apertura serve anche ai lavori

L’inaugurazione di oggi non chiude il cantiere. Anzi, gli serve.

Liberando dal traffico la vecchia sede della statale, le maestranze possono ora eseguire le lavorazioni rimaste, quelle che interferiscono con la strada esistente o che si trovano a ridosso di essa.

Il completamento dell’intera opera è previsto entro il 31 dicembre 2026.

Da dove arrivano i 66 milioni

Il finanziamento poggia su due strumenti.

L’intervento rientra nell’Accordo di Programma Quadro rafforzato per gli interventi sulla rete viaria siciliana gestita da Anas. Ed è inserito nel Contratto di Programma 2016-2020 fra Anas e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Rapportati ai 3.750 metri, i 66 milioni fanno circa 17,6 milioni al chilometro.

Chi c’era al taglio del nastro

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il sindaco di Adrano Fabio Mancuso e l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò.

Con loro il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, il senatore Giuseppe Firrarello e il responsabile della struttura territoriale Anas Sicilia Nicola Montesano.

Il commento dell’assessore Aricò

“Il completamento dei lavori sulla tratta Bronte–Adrano – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – è un risultato importante per la sicurezza e la mobilità di un territorio che da tempo attende interventi strutturali su quest’asse viario. Adesso possiamo consegnare alla comunità un’infrastruttura più moderna, sicura e funzionale. Non ci fermiamo, però, a questo risultato – aggiunge Aricò -. L’obiettivo della Regione è proseguire nel percorso di ammodernamento dell’intera Ss 284, un’arteria strategica per i collegamenti dell’area etnea, concentrando ora l’attenzione sulla tratta fra Adrano e Paternò. Si tratta di un’opera di grande rilevanza, destinata a migliorare sensibilmente la sicurezza della circolazione, i livelli di servizio e i tempi di percorrenza, rafforzando i collegamenti tra Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Belpasso e Paternò. Vogliamo continuare a investire sulle infrastrutture per rendere più competitivo, accessibile e sicuro il sistema viario siciliano”.