Una multa da 116,41 euro pagata 11.641. Cento volte tanto, per una cifra digitata male sull’home banking.

È successo a un sessantenne del Parmense. La parte inattesa della storia, però, non è l’errore: è che il Comune di Parma gli ha restituito i soldi in quindici giorni, avendone a disposizione centottanta.

Uno zero di troppo, anzi due

Tutto comincia a luglio, quando all’uomo arriva a casa una contravvenzione.

Il verbale riguarda l’accesso non autorizzato a un varco della zona a traffico limitato. L’importo è di 116,41 euro.

Il sessantenne decide di pagare con l’home banking, senza passare dagli sportelli. Compila l’operazione e digita la somma. Ma nella casella dell’importo finisce una cifra cento volte superiore a quella scritta sul verbale.

L’errore non produce alcun avviso. Il bonifico parte e viene eseguito.

La scoperta guardando il conto

Della sproporzione l’uomo si accorge soltanto qualche giorno dopo.

Controlla il conto corrente e trova un addebito da 11.641 euro al posto dei 116,41 previsti.

La procedura seguita

A quel punto il cittadino si informa su come rientrare in possesso della somma.

La strada indicata dal sito del Comune di Parma è la presentazione di una domanda di restituzione. L’uomo la compila e allega due documenti in formato digitale: il bollettino della sanzione e la copia del bonifico effettuato.

Sono gli atti che consentono agli uffici di ricostruire il pagamento e verificare l’eccedenza versata.

Centottanta giorni contro quindici

Qui entra in gioco la variabile che rendeva il sessantenne poco fiducioso.

L’amministrazione ha fino a centottanta giorni per rispondere a una richiesta di questo tipo. La domanda, inoltre, viene presentata in estate, con il periodo di ferie e la chiusura di alcuni uffici.

Messi insieme i due elementi, l’uomo si era rassegnato all’idea di rivedere i propri soldi entro la fine dell’anno.

L’accredito arriva, invece, dopo quindici giorni, in pieno agosto.

Nessuna telefonata, nessun sollecito

C’è un dettaglio che il protagonista tiene a precisare.

Non ha chiamato gli uffici. Non ha sollecitato la pratica in alcun modo. Dell’avvenuto accredito si è accorto controllando il telefono e il conto bancario.

La vicenda, riportata dalla Gazzetta di Parma, si è chiusa con un ringraziamento pubblico rivolto alla polizia locale e all’amministrazione comunale.

Il sessantenne ha sottolineato la rapidità dell’intervento, considerato che secondo la sua esperienza per un rimborso possono servire diversi mesi.

Perché questa è una notizia

L’episodio finisce sui giornali per una ragione che va detta con chiarezza.

Non è insolito che qualcuno sbagli a digitare un importo su un pagamento online. È insolito che una pubblica amministrazione restituisca il denaro in quindici giorni quando la legge gliene concede centottanta.