Nel giardino di casa aveva allestito un ristorante. Senza autorizzazioni, senza registratore di cassa e con un dipendente non in regola.

È quanto hanno accertato la guardia di finanza e la guardia costiera a Piombino, in provincia di Livorno. Il proprietario dell’abitazione è un pescatore.

L’attività è stata immediatamente sospesa.

Chi ha svolto i controlli

L’operazione ha coinvolto più corpi e più amministrazioni.

Sono intervenuti i finanzieri del Comando provinciale di Livorno. Con loro quelli dell’Ufficio circondariale marittimo di Piombino.

Al loro fianco il personale del 2° Centro controllo Area Pesca della Direzione marittima di Livorno. E i sanitari della locale Azienda Usl.

È la composizione tipica dei controlli sulla filiera ittica. Si incrociano competenze fiscali, marittime e igienico-sanitarie.

Che cosa è stato contestato

Gli accertamenti hanno riguardato quattro fronti distinti.

Il primo sono le autorizzazioni. Il pescatore aveva organizzato e avviato una vera e propria attività di ristorazione. Priva delle prescritte autorizzazioni amministrative e sanitarie.

Il secondo riguarda gli incassi, che non risulterebbero certificati.

Il terzo è collegato al secondo. Nel locale non sarebbe stato presente alcun misuratore fiscale, né altro strumento idoneo alla certificazione dei corrispettivi.

Il quarto riguarda il personale. In cucina sarebbe stata riscontrata la presenza di un lavoratore in nero.

I sessanta chili di pesce

C’è poi il capitolo che ha coinvolto direttamente gli ispettori della guardia costiera.

All’interno della struttura è stato trovato un quantitativo rilevante di pesce. Circa sessanta chilogrammi, privi della documentazione necessaria.

Per i prodotti ittici la tracciabilità accompagna il pescato dallo sbarco fino alla vendita. Senza quei documenti non si può risalire alla provenienza. Né verificare il rispetto della catena del freddo.

Il pesce è stato sequestrato e destinato alla distruzione.

Cinquemila euro di sanzioni

Il conto per il responsabile si articola su due piani.

Sul fronte economico sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di cinquemila euro.

Sul fronte operativo gli è stato notificato il provvedimento di immediata sospensione dell’attività.

Si tratta di misure amministrative. Le informazioni disponibili non riferiscono l’apertura di procedimenti penali.

Immagine generata con l’AI.