Scatta l’allarme per il sistema di emergenza-urgenza in Sicilia. Un’ispezione disposta nelle scorse settimane dalla Regione siciliana ha portato a galla una realtà preoccupante della quale adesso l’assessorato vuole sapere di più: il 118 è letteralmente in ginocchio.
I numeri dell’ispezione
A dispetto delle prime indiscrezioni, il cuore della crisi non è la Sicilia occidentale, ma l’area orientale dell’isola, un base a quanto anticipato dal Giornale di Sicilia. I dati emersi sono impietosi, in particolare nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Qui si registra il record negativo di ambulanze ferme nei parcheggi. Non si tratta solo di problemi meccanici.
Mancano medici, infermieri e autisti soccorritori in numero sufficiente per far funzionare il servizio. Una carenza di personale cronica di fronte alla quale l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha convocato d’urgenza il vertici della Seus 118
In base ai dati della relazione consegnata dagli ispettori all’assessore,. a seconda dei turni, ogni giorno restano ferme almeno 5 ambulanze ma nei periodi di ferie e in quelli festivi lo stop ai mezzi può arrivare fino a bloccare in garage 20 ambulanze. Nelle scorse settimane l’allarme carenza di personale era stato lanciato anche dalla società che aveva chiesto la deroga allo stop alle assunzioni stabilita dall’Ars proprio per tentare di reclutare nuovo personale. Una operazione che, però, richiede tempo.
Interrogazione MpA ancor prima del vertice
“Le criticità emerse dall’ispezione regionale sul servizio 118 nel bacino Catania, Ragusa e Siracusa impongono un approfondimento che non può limitarsi alla disponibilità delle ambulanze e alla carenza di personale. Occorre fare piena chiarezza anche sull’organizzazione interna della SEUS, sulla gestione delle risorse pubbliche, sull’attribuzione degli incarichi e sul rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e prevenzione dei conflitti d’interesse” dice il deputato regionale del MPA, Santo Primavera, annunciando un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute sulla gestione del servizio 118 e della SEUS S.C.p.A.
L’iniziativa parlamentare prende le mosse dagli accertamenti ispettivi regionali che, secondo quanto emerso, avrebbero evidenziato un quadro di criticità nel bacino Catania, Ragusa e Siracusa. “Quanto sta emergendo conferma la necessità di un controllo approfondito. La funzionalità del 118 riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini e non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali. Bisogna comprendere le cause delle criticità e verificare se l’organizzazione e la gestione delle risorse siano state improntate a criteri uniformi, trasparenti e verificabili”, sottolinea Primavera.
Rendere noto il numero delle ambulanze effettivamente operative
L’interrogazione chiede quindi al Governo regionale di rendere noto il numero effettivo delle ambulanze operative e non operative nelle province interessate, le cause dei fermi, i tempi medi di ripristino e la distribuzione dei mezzi tra le diverse postazioni.
Particolare attenzione viene riservata anche alle 23 nuove ambulanze il cui acquisto urgente era stato annunciato dalla SEUS. Primavera chiede di conoscere lo stato effettivo delle procedure, l’eventuale acquisto, il collaudo, l’immatricolazione e l’entrata in servizio dei mezzi, oltre al costo complessivo, alla copertura finanziaria e alle postazioni cui sarebbero destinati.
L’atto parlamentare affronta inoltre il crescente ricorso al cosiddetto “servizio in eccedenza”, che avrebbe determinato costi per diversi milioni di euro. Viene chiesto alla Regione di quantificare la spesa sostenuta dal 2023 al 2026, individuare i soggetti incaricati, chiarire gli atti posti alla base degli affidamenti e confrontare i relativi costi con quelli del servizio ordinario.
I dubbi di Primavera
Il deputato regionale solleva diversi dubbi specifici e chiede un “audit indipendente sulla gestione del servizio 118, esteso agli aspetti organizzativi, economici, contrattuali e contabili e alle procedure riguardanti personale e incarichi, nonché l’effettiva applicazione delle misure previste in materia di trasparenza, prevenzione della corruzione, rotazione e conflitti d’interesse”.
“L’ispezione ha acceso un faro su criticità che adesso devono essere affrontate fino in fondo. Occorre restituire piena efficienza al 118, ma contemporaneamente garantire che ogni euro pubblico, ogni incarico e ogni scelta organizzativa siano riconducibili a criteri chiari, uniformi e verificabili. Efficienza e trasparenza devono procedere insieme, soprattutto quando sono in gioco il diritto alla salute e la sicurezza dei siciliani”, conclude Primavera.





Commenta con Facebook