Al consiglio comunale di Avola si consuma uno scontro politico senza esclusione di colpi. Da una parte Giovanni Rametta, consigliere di Futuro Nazionale, l’area che guarda a Roberto Vannacci e che negli ultimi mesi sta scalando nei consensi specie tra gli elettori della destra e dunque di Fratelli d’Italia. Dall’altra Luca Cannata, deputato nazionale di FdI che in aula veste i panni di consigliere comunale, fratello della sindaca Rossana Cannata. Il pretesto è la gestione amministrativa di Avola  ma il tono tradisce fin da subito una partita più larga: quella tra due sigle del centrodestra che si contendono lo stesso elettorato.

L’affondo di Rametta

Rametta, che in passato è stato capogruppo di FdI, prende la parola e va dritto al bersaglio: Tullio Urso, consigliere di maggioranza e fedelissimo di casa Cannata, tanto del deputato quanto della sindaca. Le parole sono pesanti: parla di “falsità e illazioni”, accusa Urso di aver “combinato lo schifo in questi cinque anni” e rivendica il diritto di ripeterlo “in questo civico consesso”. Colpire Urso, di fatto, significa colpire di riflesso l’intera famiglia politica dei Cannata e quindi FdI.

 La reazione di Cannata

Cannata non lascia correre e costruisce un attacco personale a Rametta, ricordandogli un percorso politico a tinte fosche: prima nella Dc, poi “non si sa chi”, oggi tra le fila che si richiamano a Vannacci. È l’accusa di trasformismo, la più classica delle armi nel repertorio della polemica politica. Non manca la stoccata al presidente dell’assemblea, Salvatore Coletta, che è anche commissario provinciale proprio di Fratelli d’Italia reo, secondo Cannata, di non aver censurato le parole di Rametta.

Il chiarimento

A BlogSicilia, Cannata precisa il bersaglio delle sue parole (“schifo della politica”): non la politica in sé, ma il trasformismo, “la peggiore espressione della politica”. Una sfumatura che circoscrive l’attacco senza ritirarlo: il giudizio su Rametta, ribadisce, resta politico, sul suo “percorso” e sul suo “comportamento”.

Futuro Nazionale si schiera

A chiudere il cerchio interviene Giuseppe Giganti, referente del Comitato Siracusa 227, che si schiera senza mezzi termini dalla parte di Rametta. Il ritratto che offre di Cannata è impietoso: un deputato che si comporterebbe da “principe della città”. Giganti sposta poi il piano del confronto sul merito, ricordando all’onorevole gli impegni nazionali rimasti sulla carta, a partire dalla promessa, mai mantenuta, di tagliare le accise sulla benzina. Chiude con una dichiarazione di “totale solidarietà” a Rametta.