Risorse ai Comuni e rivalsa sui privati
Il meccanismo del fondo di rotazione punta a scardinare uno dei nodi più critici della prevenzione estiva: i terreni di proprietà privata lasciati in totale stato di abbandono e invasi da sterpaglie secche, che puntualmente diventano esche perfette per i piromani. Con questo strumento, i sindaci avranno finalmente le risorse immediate per intervenire direttamente nelle aree dei privati rimaste incolte, procedendo alla pulizia e alla creazione di viali parafuoco. Successivamente, l’amministrazione comunale potrà rivalersi legalmente sui proprietari negligenti per recuperare le somme spese, agendo in danno.
Una Sicilia in cenere: i dati drammatici dell’estate 2026
La mossa del governo regionale arriva al termine di una stagione estiva che ha lasciato ferite profondissime su tutto il territorio isolano. L’estate 2026 verrà ricordata come una delle più drammatiche sul fronte degli incendi boschivi e di interfaccia, amplificati da un’eccezionale ondata di siccità e temperature record.
I numeri fotografano uno scenario spettrale. Secondo i dati elaborati nel corso dei mesi dalle principali sigle ambientaliste e dai sistemi di monitoraggio europei, la Sicilia ha tristemente detenuto il primato nazionale della devastazione, arrivando a concentrare da sola circa il 69% di tutta la superficie bruciata in Italia durante l’estate. Solo in un weekend di fine agosto si sono registrati quasi 200 roghi simultanei in tutte le province, costringendo i Vigili del Fuoco e i forestali a oltre 800 interventi d’emergenza in pochissime ore. Proprio a ridosso di settembre, l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha dovuto avviare una massiccia ricognizione dei danni per consentire alle imprese agricole devastate dalle fiamme di segnalare le perdite a impianti e produzioni.
Il fondo di rotazione rappresenta adesso un tentativo di anticipare i tempi in vista della prossima stagione antincendio, provando a colpire l’incuria prima che il fuoco ritorni a devastare l’Isola.






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