Agricoltori da un lato, pescatori dall’altro. Un comparto primario per la Sicilia che sta attraversando una complessa fase di contrazione economica già in corso prima della crisi del carburante e dell’aumento dei costi e degli ultimi eventi atmosferici avversi. Una crisi che si tradurrà, dopodomani, mercoledì 14 ottobre 2026 in una manifestazione organizzata dalle delegazioni regionali di Coldiretti a Palermo, in piazza del Parlamento. L’afflusso dei rappresentanti sindacali e degli operatori agricoli è previsto in coincidenza con la convocazione della seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana. I lavori dell’aula saranno infatti incentrati sull’esame e sulla discussione dei provvedimenti normativi d’urgenza richiesti dalle categorie per far fronte alla crisi di liquidità e all’aumento dei costi aziendali.

La mobilitazione si inserisce in un quadro di generale sofferenza che accomuna il settore agricolo e quello ittico, entrambi afferenti alle competenze dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea. Negli stessi giorni, infatti, le marinerie dell’Isola registrano uno stato di forte tensione causato dall’incremento del costo dei prodotti energetici e del gasolio da pesca, dinamica che sta determinando il fermo tecnico e commerciale di numerose flotte nei principali porti siciliani.

Istanze del comparto agricolo all’esame dell’Assemblea Regionale

La delegazione di Coldiretti Sicilia chiederà alle istituzioni parlamentari e di governo impegni precisi volti a mitigare l’impatto dei rincari delle materie prime, a migliorare l’efficienza delle infrastrutture idriche e a sbloccare indennizzi diretti a tutela del reddito delle imprese agricole.

I rappresentanti di categoria seguiranno lo svolgimento dell’attività d’aula al fine di verificare l’iter di approvazione dei dispositivi finanziari concordati nei precedenti tavoli tecnici, evidenziando la necessità di accelerare le procedure burocratiche per garantire l’efficacia degli stanziamenti previsti dall’amministrazione regionale.

Stato di agitazione nelle marinerie siciliane per il caro carburanti

Sul fronte marittimo, le marinerie costiere proseguono le azioni di concertazione e protesta. A Trapani la flotta locale ha confermato la sospensione provvisoria delle attività estrattive, richiedendo interventi di calmierazione o l’attivazione di sussidi straordinari atti a fissare una soglia massima di sostenibilità per il prezzo del gasolio da pesca, attualmente gravato dalle fluttuazioni dei mercati internazionali.

La situazione appare particolarmente critica anche presso il porto di Mazara del Vallo, dove una parte significativa delle imbarcazioni dedite alla pesca d’altura prolunga il fermo operativo a causa dell’insostenibilità dei costi di esercizio delle unità navali. Tale scenario di crisi ha già attivato l’interesse delle commissioni parlamentari dell’ARS, impegnate nella rimodulazione di appositi fondi regionali sussidiari volti a lenire gli effetti dell’insularità e del caro energia sulle imprese armatrici.

Provvedimenti regionali: pubblicato l’avviso da un milione per il sistema REIMAR

In concomitanza con le dinamiche di piazza, l’Assessorato regionale ha emanato un nuovo provvedimento programmatico per sostenere l’indotto culturale ed economico delle aree costiere. Il dipartimento della Pesca Mediterranea ha infatti pubblicato il nuovo avviso pubblico che assegna risorse pari a un milione di euro per l’annualità 2026, finalizzate alla riqualificazione dei borghi marinari storici.

“La Regione dà continuità a un percorso di valore, confermando strumenti e risorse a sostegno dei territori”, ha dichiarato l’assessore Luca Sammartino. “L’obiettivo è tutelare la memoria storica e identitaria delle comunità costiere, valorizzare le tradizioni e gli antichi mestieri del mare per trasformare questo patrimonio in una leva di attrattività turistica ed economica. Il nuovo avviso rappresenta un’ulteriore opportunità per i borghi marinari siciliani, chiamati a proporre interventi capaci di restituire nuova vita a tali luoghi e rafforzarne lo sviluppo”.

I finanziamenti prevedono l’erogazione di un contributo massimo di 250 mila euro per singolo progetto e sono indirizzati a Comuni, enti pubblici, associazioni e fondazioni. Le istanze dovranno riguardare interventi strutturali su immobili, spazi pubblici o portuali legati alla filiera ittica, nonché il potenziamento di poli museali ed espositivi situati nei territori formalmente iscritti al Reimar (Registro delle identità della pesca mediterranea e dei borghi marinari). Lo stanziamento punta a generare un indotto economico alternativo a lungo termine, sebbene restino prioritarie le risposte congiunturali urgenti attese dal comparto in merito ai costi correnti di produzione.