La nuova campagna vaccinale contro il Covid-19 parte a ottobre con un vaccino aggiornato alla variante XFG del Sars-CoV-2. È gratuito per gli over 60, per le persone fragili, per le donne in gravidanza e per gli operatori sanitari. Nelle prime settimane però le dosi andranno prima di tutto agli over 80, a chi vive nelle strutture per lungodegenti e ai pazienti più vulnerabili. Lo prevede la circolare del ministero della Salute che avvia le vaccinazioni per la stagione 2026/2027.
Perché serve un vaccino nuovo ogni anno
Il virus che circola oggi non è quello della pandemia del 2020 e nemmeno quello dell’anno scorso. Il ministero lo spiega così: «Sars-CoV-2 è caratterizzato da continue variazioni nel suo genoma durante la replicazione, dando luogo alla continua comparsa di varianti e sottovarianti».
Per questo, si legge nella circolare, «la composizione dei vaccini contro COVID-19 viene periodicamente aggiornata in relazione alle evidenze disponibili ed alla circolazione delle varianti virali». Per la nuova stagione «i documenti internazionali indicano per la campagna di vaccinazione 2026/2027 l’aggiornamento dei vaccini contro COVID-19 alla variante XFG del Sars-CoV-2».
Il vaccino disponibile: Comirnaty XFG
Il prodotto su cui conta il ministero è il Comirnaty XFG. Secondo la circolare, «tra i vaccini adattati a XFG, già autorizzati da Ema ed Aifa, è nella disponibilità del ministero della Salute, in virtù del contratto in essere, il Comirnaty* XFG, di cui è prossima la distribuzione alle Regioni/Province autonome».
Le agenzie regolatorie lo hanno approvato a partire dai 6 mesi di età. La campagna però si concentra sulle persone considerate più a rischio.
A chi è offerto gratis
Secondo la circolare, «una dose di richiamo del vaccino XFG aggiornato verrà offerta gratuitamente» a queste categorie:
- «Persone di età pari o superiore a 60 anni»;
- «ospiti delle strutture per lungodegenti»;
- «donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo post-partum, comprese le donne in allattamento»;
- «operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza»;
- «studenti di Medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione»;
- «persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave».
Il ministero consiglia la vaccinazione anche a «familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità».
Chi viene vaccinato per primo
All’inizio della campagna c’è un ordine di priorità. «In fase di avvio della campagna la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari».
Il vaccino, quindi, resta disponibile anche per chi non rientra nelle categorie indicate.
Richiamo annuale, anche dopo il Covid
La circolare ricorda che «la dose di richiamo è annuale». Chi si è ammalato da poco può vaccinarsi comunque: «l’aver contratto una infezione da Sars-CoV-2, anche recente, dopo il precedente richiamo non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione».
Insieme all’antinfluenzale
Si può fare il vaccino anti-Covid nella stessa seduta di quello contro l’influenza. «E’ possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (con particolare riferimento al vaccino antinfluenzale), fatte salve eventuali specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche».
Il ministero raccomanda anche «il rispetto dei principi delle buone pratiche vaccinali, la valutazione del rapporto benefici/rischi specifico per età e genere, e l’attenzione nel segnalare tempestivamente qualsiasi sospetta reazione avversa al sistema di farmacovigilanza dell’Aifa».
Dove vaccinarsi e come prenotare
L’organizzazione spetta alle Regioni. «Fermo restando il contributo ed il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione», il ministero chiede alle Regioni e alle Province autonome di «implementare le opportune misure, con particolare riferimento alla collaborazione operativa dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, delle farmacie e della rete specialistica ospedaliera e territoriale incluse le strutture per lungodegenti, atte a garantire una maggiore offerta attiva della vaccinazione alle persone a rischio di sviluppare forme gravi della malattia, facilitando così la tempestiva adesione alle campagne vaccinali».
Per i cittadini c’è anche un’indicazione pratica: «si raccomanda di rafforzare le attività di comunicazione e informazione e di rendere possibile ai cittadini la prenotazione della vaccinazione anti COVID-19 tramite piattaforma regionale online».
Le regole potranno cambiare nel corso della stagione. Secondo la circolare, le indicazioni «potranno essere aggiornate sulla base dell’andamento epidemiologico, dell’acquisizione di nuove evidenze scientifiche e/o dell’eventuale aggiornamento dei vaccini a nuove varianti».
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.
Immagine del post generata con l’AI.



Commenta con Facebook