Il Presidente del L’Associazione I Diritti dei Più Fragili APS richiama l’attenzione delle istituzioni, del Comune di Palermo, dell’ASP, delle scuole e degli enti competenti sulla necessità di garantire un’effettiva inclusione scolastica ai bambini con disabilità, con particolare attenzione ai minori con disabilità gravissima e con bisogni assistenziali complessi. L’inclusione non può limitarsi a quanto previsto sulla carta, ma deve tradursi in interventi concreti, tempestivi e adeguati alle esigenze di ciascun bambino, affinché nessuna famiglia sia costretta ad affrontare da sola procedure burocratiche, attese e incertezze nell’accesso ai servizi.


Uno dei problemi che le famiglie stanno segnalando riguarda l’assistenza igienico-personale specialistica nelle scuole dell’infanzia comunali, primarie e secondarie di primo grado. È fondamentale chiarire che l’assistenza igienico-personale ordinaria svolta dal collaboratore scolastico, l’assistenza specialistica eventualmente affidata a personale qualificato come OSA o OSS, il servizio ASACOM e il sostegno didattico sono interventi differenti, con funzioni e competenze che non devono essere confusi tra loro. L’insegnante di sostegno svolge una funzione educativa e didattica, l’ASACOM sostiene l’autonomia e la comunicazione dell’alunno secondo il progetto individuale, mentre l’assistenza igienico-personale risponde a specifiche necessità legate alla cura e all’igiene. Quando le condizioni del minore richiedono un intervento specialistico, è necessario che la situazione venga valutata dagli enti competenti e che sia chiarito quale servizio debba essere attivato, da chi e con quali modalità. Non è corretto dare per scontato che la presenza del solo collaboratore scolastico sia sempre sufficiente, così come non è possibile affermare che ogni riconoscimento di disabilità gravissima determini automaticamente, senza ulteriori verifiche, l’assegnazione di una specifica figura professionale. Proprio per questo servono valutazioni appropriate, criteri trasparenti e risposte scritte alle famiglie.


Un riferimento importante è il D.R.S. n. 2559 del 30 settembre 2024 del Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, che riguarda il finanziamento di interventi per l’anno scolastico 2024/2025 e richiama, tra gli altri aspetti, l’assistenza igienico-personale e l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità. Il provvedimento prende in considerazione i minori con disabilità gravissima riconosciuta dall’UVM o con documentazione specialistica attestante un’elevata intensità assistenziale, nell’ambito delle disposizioni e delle procedure richiamate. Per il Distretto socio-sanitario D42, relativo a Palermo, il decreto riporta una specifica assegnazione di risorse riferita a quel periodo. È tuttavia necessario precisare che tale decreto riguarda il finanziamento per il 2024/2025 e, da solo, non dimostra quali siano le procedure operative, le risorse disponibili o le modalità di erogazione dei servizi per l’anno scolastico 2026/2027. Per il nuovo anno scolastico occorre quindi conoscere gli atti aggiornati, i criteri applicati e le eventuali procedure attivate dal Comune e dagli altri enti competenti.


La documentazione sanitaria e socio-sanitaria riveste un ruolo fondamentale nell’individuazione dei bisogni del minore. La valutazione dell’UVM, la documentazione dell’ASP e le relazioni degli specialisti possono contribuire a definire il quadro assistenziale e le necessità del bambino. Quando un verbale o un progetto individuale ha una scadenza, è indispensabile che la famiglia riceva informazioni chiare sulla validità della documentazione, sugli eventuali aggiornamenti necessari, sull’ente competente a richiederli e sulle modalità per procedere. Non è accettabile che i genitori vengano a conoscenza di presunte scadenze soltanto quando chiedono l’attivazione di un servizio, senza essere stati precedentemente informati in modo adeguato. Allo stesso tempo, è necessario che le amministrazioni chiariscano quali documenti siano effettivamente richiesti per ciascuna prestazione e se siano previste procedure per evitare interruzioni dell’assistenza durante gli aggiornamenti.


L’Associazione richiama inoltre l’attenzione sulla situazione delle famiglie che scoprono le difficoltà del proprio figlio soltanto con l’ingresso o durante la frequenza scolastica. In questi casi possono iniziare percorsi complessi che coinvolgono pediatri, ASP, specialisti, UVM, INPS, scuola e servizi sociali. Tra le valutazioni, le certificazioni e gli eventuali riconoscimenti previsti dalla normativa possono trascorrere tempi significativi, mentre il bambino continua a frequentare la scuola e a manifestare bisogni che devono essere affrontati. È necessario che gli enti competenti informino tempestivamente i genitori sulle procedure da seguire e valutino, nell’ambito delle rispettive competenze e delle regole applicabili, quali misure possano essere attivate nel frattempo. I tempi amministrativi non devono diventare un ostacolo all’individuazione dei bisogni del minore né tradursi in un vuoto di comunicazione e di accompagnamento per la famiglia.


Un altro aspetto centrale riguarda il PEI, il Piano Educativo Individualizzato, e il GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione. Questi strumenti devono rappresentare momenti concreti di confronto tra scuola, famiglia e figure professionali coinvolte, nel rispetto delle rispettive competenze. Durante gli incontri è importante esaminare i bisogni effettivi dell’alunno, gli obiettivi educativi e didattici, l’organizzazione delle attività e i supporti necessari per garantire la partecipazione alla vita scolastica. Quando opportuno, deve essere favorita la collaborazione con le figure sanitarie che seguono il minore, affinché le informazioni utili possano essere condivise nel rispetto della riservatezza e delle procedure previste. La famiglia deve poter ricevere il PEI e la documentazione degli incontri secondo le modalità previste, conoscere le decisioni assunte e ottenere chiarimenti quando le misure indicate non corrispondono ai bisogni rappresentati. Il confronto non deve essere soltanto formale, ma finalizzato a individuare soluzioni praticabili e a verificare nel tempo l’effettiva attuazione degli interventi.


L’Associazione richiama anche l’attenzione sulla necessità di distinguere le ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, le ore di sostegno didattico e gli interventi di assistenza igienico-personale. Si tratta di supporti differenti, che rispondono a esigenze diverse e devono essere valutati in relazione alla situazione individuale del bambino e alla documentazione pertinente. Le famiglie hanno diritto a comprendere sulla base di quali valutazioni vengano determinate le risorse assegnate, quali siano le motivazioni di eventuali riduzioni e quali strumenti siano disponibili per chiedere chiarimenti o una rivalutazione. Le decisioni non dovrebbero essere comunicate attraverso spiegazioni generiche o esclusivamente verbali, ma accompagnate da motivazioni comprensibili e, quando richiesto, da riscontri documentali.


L’Associazione ricorda inoltre l’incontro avuto con il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, insieme alle famiglie, nel corso del quale, secondo quanto riferito dai partecipanti, sarebbe stato rappresentato che i casi interessati dal problema fossero soltanto due. Proprio perché si tratta di un dato rilevante, riteniamo necessario che il Comune chiarisca ufficialmente a quali situazioni si riferisse tale indicazione, quale fosse il periodo preso in considerazione e su quali dati fosse basata. È importante conoscere il numero effettivo dei minori che necessitano di assistenza igienico-personale specialistica, quanti risultino attualmente assistiti, quante richieste siano in corso di valutazione e quali criteri vengano utilizzati per individuare i beneficiari. La questione non può essere affrontata soltanto sulla base di segnalazioni individuali: servono dati aggiornati, procedure trasparenti e un confronto istituzionale che permetta di comprendere le dimensioni reali del bisogno.


Per queste ragioni, l’Associazione I Diritti dei Più Fragili APS chiede al Comune di Palermo di fornire chiarimenti scritti sulle procedure vigenti per l’anno scolastico 2026/2027 relative all’assistenza igienico-personale specialistica, sui requisiti richiesti, sulla documentazione necessaria, sugli uffici responsabili e sulle modalità con cui le famiglie possono presentare e seguire le proprie istanze. Chiede inoltre di conoscere i dati aggiornati relativi alle richieste ricevute, alle valutazioni effettuate e ai servizi effettivamente attivati, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Alla Regione Siciliana, all’ASP, alle UVM e alle istituzioni scolastiche chiede di favorire un coordinamento concreto, affinché le famiglie ricevano informazioni coerenti e non siano costrette a rivolgersi ripetutamente a uffici diversi senza ottenere indicazioni definitive.


Il presidente dell’Associazione I Diritti dei Più Fragili APS, Giuseppe Adelfio, dichiara: «Nessun bambino deve essere lasciato senza il supporto adeguato mentre la famiglia attende risposte dalla scuola, dall’ASP o dagli altri enti competenti. L’inclusione scolastica richiede servizi tempestivi, valutazioni appropriate e una collaborazione concreta tra tutte le istituzioni coinvolte. Non possiamo permettere che i tempi delle procedure burocratiche ricadano sui bambini e sulle loro famiglie, costringendoli ad affrontare da soli difficoltà che richiedono risposte concrete. Ogni bambino ha diritto a essere ascoltato, accompagnato e sostenuto in base ai propri bisogni. Le famiglie devono essere informate, orientate e messe nelle condizioni di conoscere i servizi disponibili e le modalità per richiederli. Il nostro impegno, come Associazione, è quello di dare voce a chi spesso non viene ascoltato, sostenere i genitori e costruire una rete concreta tra scuola, sanità, istituzioni e servizi sociali. I diritti dei bambini con disabilità non devono rimanere soltanto scritti nei documenti: devono diventare realtà nella loro vita quotidiana, fin dal primo giorno di scuola. L’inclusione non è una concessione, ma una responsabilità condivisa che richiede impegno, ascolto e interventi adeguati». Aggiungiamo anche che nelle scuole per tutti i bambini e non solo per quelli con difficoltà e disabilità ogni bambino che necessita di Igenico sanitario o Igenico personale dovrebbe essere che per le bambine avere una figura femminile ed per i bambini avere una figura maschile 


L’Associazione I Diritti dei Più Fragili APS continuerà a raccogliere le segnalazioni delle famiglie, a promuovere il dialogo con le istituzioni e a chiedere risposte concrete, con l’obiettivo di costruire una rete stabile tra genitori, scuola, sanità, servizi sociali e amministrazioni pubbliche. La tutela dei minori con disabilità richiede collaborazione, trasparenza e responsabilità condivisa: nessuna famiglia dovrebbe sentirsi sola nel far valere i bisogni e i diritti del proprio figlio.

Associazione I Diritti dei Più Fragili APS

Luogo: Palermo , Palermo , 118, SICILIA

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.