Una presa di posizione forte a favore della pace e contro il genocidio in corso a Gaza. Il Festival delle Letterature Migranti sceglie di dare un segnale chiaro già nella sua giornata inaugurale, mercoledì 21 ottobre, con la proiezione gratuita di Naza, il film documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia. Il film, che apre una finestra sui sistemi di uccisione di massa a Gaza, sarà proiettato alle 21 al Cinema De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa cuore pulsante del Festival. Introduce: Andrea Inzerillo, direttore artistico del Sicilia Queer filmfest. L’evento, organizzato come fuori programma insieme ad Arci Palermo, Centro di Ateneo Migrare – Università degli Studi di Palermo e Società Dante Alighieri, assume un significato che va oltre la dimensione cinematografica. «Con Naza il Festival ribadisce la responsabilità civile degli artisti e degli intellettuali. Questo reportage di due giovani registi israeliani testimonia quanto accaduto in Palestina, aiutando a far luce su una pagina drammatica e ricordando che arte e cultura possono essere strumenti di testimonianza, consapevolezza e partecipazione, per una pace autentica tra due popoli», dice il direttore artistico Davide Camarrone.
Una scelta che dialoga profondamente con il tema della XII edizione: felicità. A sottolineare che interrogarsi sulla felicità, oggi, significa anche chiedersi quali siano le condizioni necessarie per renderla possibile. E tra queste non possono mancare la libertà, la dignità, la giustizia e, soprattutto, la pace.
La giornata inaugurale del Festival si apre alle 11 al Cre.Zi. Plus con la presentazione di Oceani allo specchio. Voci in dialogo dalle diaspore (Radici edizioni, 2026) un’antologia che mette a confronto le esperienze di chi è partito dall’Italia e di chi nel nostro Paese ha cercato una nuova vita. In dialogo con la curatrice Valentina Di Cesare, Pap Khouma e Laura Restuccia.
Alle 12 sarà la volta di Antonio Chella, che con Può un robot emozionarsi? (Mondadori Università, 2026) porterà il pubblico dentro le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, tra coscienza, emozioni e interrogativi sul rapporto tra esseri umani e macchine. In dialogo con l’autore Arianna Pipitone e Marco Carapezza. Entrambi gli eventi fanno parte del programma del Dipartimento di Scienze umanistiche-Università degli Studi di Palermo, a cura della professoressa Domenica Perrone.
Nel pomeriggio il Festival entra nel vivo. Alle 17, al Goethe-Institut, l’inaugurazione di Voices from the Border, una mostra di videoritratti che restituisce centralità alle storie delle persone bloccate lungo le frontiere europee. Un progetto realizzato in collaborazione tra Borderline-Europe e Berlin Producers. La mostra, visitabile per tutta la durata del Festival, è realizzata grazie al contributo del Goethe-Institut Palermo.
Alla stessa ora, all’Institut Français, Matteo Meschiari presenta Mappe di Palestina (Bollati – Boringhieri, 2026), un viaggio attraverso la geografia e la memoria di una terra in cui anche le mappe diventano strumenti di potere, conflitto e possibile riconciliazione.
Alle 17.30, al Centro Internazionale di Fotografia, Francesca Cicculli racconta con Agro Punjab (Nottetempo, 2024) lo sfruttamento dei lavoratori sikh nelle campagne dell’Agro Pontino, in un incontro che allargherà lo sguardo anche alla realtà siciliana con l’avvocato Andrea Merlo e con Fausto Melluso, presidente di Arci Palermo.
Alle 18, da Lumpen, l’artista Lina Issa presenta Dammah: dove non siamo, un progetto che intreccia esilio, memoria e solidarietà, costruendo un legame tra le terre del Libano e quelle della Sicilia. Dammah è al centro della sezione Arti visive del Festival curata da Agata Polizzi.
Spazio anche alla filosofia con Alfredo Gatto e La realtà è sopravvalutata. Filosofia e Multiverso (Castelvecchi, 2025), mentre al Centro Internazionale di Fotografia si discuterà di felicità e benessere nelle società contemporanee a partire dal volume Esplorare la felicità. Una riflessione multidisciplinare (Carocci editore), curato da Giuseppina Tumminelli. Alle 19, al Circolo Unione, Maria Attanasio presenterà La rosa inversa (Sellerio, 2026), romanzo che attraversa la storia siciliana interrogando i rapporti tra potere e libertà.
In chiusura alle 19:30, al Centro Internazionale di Fotografia: Antonio Lavieri, Il mondo secondo Bartleby. Linguaggio e violenza democratica (Castelvecchi, 2026) in dialogo con Massimo Sgroi, José Mujica La felicità al potere (Castelvecchi, 2026). Due testi, per certi versi antitetici che aprono il confronto sulle politiche della felicità: il primo affronta il tema del linguaggio violento della politica ai giorni nostri, l’altro si incentra sulla figura di José Mujica, ex presidente dell’Uruguay fino al 2014, amato dal popolo e noto per la sua grande sobrietà.
Luogo: Cantieri culturali alla Zisa, via Paolo Gili, 4, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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