La protesta davanti alla scuola
Le fotografie mostrano una folla di giovani radunata all’esterno dell’istituto. Molti studenti hanno portato cartelli realizzati a mano, altri documentano la manifestazione con i telefoni cellulari. Tra gli slogan visibili spicca “Il Meli alza la voce”, un messaggio che sintetizza la volontà degli studenti di far sentire le proprie ragioni. Su un altro cartello si legge “Tetto del 30% alle vostre minchiate”, espressione volutamente provocatoria che richiama una contestazione nei confronti delle decisioni scolastiche. Non mancano messaggi che richiamano il diritto di esprimersi e di denunciare situazioni ritenute ingiuste. La mobilitazione appare partecipata, con una presenza numerosa di ragazze e ragazzi davanti all’ingresso dell’edificio.
Le richieste degli studenti: il manifesto in 9 punti
A fare chiarezza sulle ragioni specifiche della mobilitazione attuale è un documento ufficiale diffuso dai rappresentanti, intitolato “Il Meli agli studenti: per una scuola sicura, democratica, aperta al dialogo e alla partecipazione”. Gli alunni chiariscono di richiedere l’apertura di un confronto concreto con la dirigenza basato su nove precise criticità:
- Libertà di manifestazione e voto di condotta: Viene contestato il ricorso a note disciplinari, comunicazioni alla dirigenza e i richiami alla possibilità di abbassare il voto di comportamento per sanzionare chi partecipa alle proteste. Si richiede una netta distinzione tra la legittima espressione del dissenso e le effettive violazioni del regolamento.
- Dialogo e Comitato studentesco: Gli studenti denunciano un clima di rigidità e tensione. Chiedono maggiore trasparenza e la definizione di modalità chiare per consentire lo svolgimento del Comitato studentesco anche durante l’orario scolastico.
- Limitazioni alle assemblee d’istituto: Viene criticata la gestione delle assemblee; secondo il documento, le restrizioni applicate dal personale ostacolano persino l’accesso ai servizi igienici e al punto ristoro.
- Sicurezza e manutenzione: Si denuncia l’inutilizzabilità di diversi ambienti scolastici. In particolare, si segnalano criticità strutturali nell’Agorà, nella copertura dell’aula FSL e nella pavimentazione irregolare o mancante della palestra con campo da basket.
- Emergenza igienico-sanitaria: Il testo segnala condizioni incompatibili con gli standard di salubrità, denunciando la persistente presenza di escrementi di roditori, piccioni nell’Agorà e accumuli di insetti morti (tra cui vespe).
- Impianti e logistica dei cancelli: Viene contestato il malfunzionamento della climatizzazione nelle aule. Inoltre, si denuncia la chiusura dei cancelli esterni prima dell’orario di ingresso, disposizione che costringe molti studenti ad attendere in strada, esposti al traffico e al maltempo.
Il manifesto si conclude ricordando che “la scuola è una comunità, non una proprietà individuale”, esortando la dirigenza a non interpretare la manifestazione pacifica come un atto di insubordinazione, ma come un diritto democratico.
Un rapporto difficile tra studenti e dirigenza
Non è la prima volta che il liceo Meli diventa teatro di contestazioni studentesche. Già nel novembre del 2021 gli studenti avevano manifestato contro la gestione della scuola, denunciando quella che consideravano una compressione dei propri diritti. Allora lo slogan era “Il Meli agli studenti e non ai dirigenti”, una rivendicazione che metteva al centro il ruolo della rappresentanza studentesca e la possibilità di partecipare alle decisioni riguardanti la comunità scolastica. Le contestazioni avevano riguardato, secondo le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, le modalità di organizzazione delle assemblee, gli spazi di autogestione e l’applicazione dei regolamenti interni. Il nuovo episodio ripropone il tema del rapporto tra autorità scolastica, rispetto delle regole e partecipazione democratica degli studenti. Resta però da chiarire quali siano le specifiche ragioni della mobilitazione attuale e quali richieste siano state formalmente presentate alla dirigenza.
Le proteste nelle scuole palermitane
La manifestazione al Meli si colloca in una fase di mobilitazione più ampia nelle scuole di Palermo. Il 14 ottobre numerosi studenti hanno partecipato a un corteo in occasione degli Stati generali dell’istruzione, organizzati ai Cantieri Culturali alla Zisa alla presenza del ministro Giuseppe Valditara. La protesta è proseguita nei giorni successivi con presìdi e assemblee in diversi istituti cittadini. Al centro delle rivendicazioni, secondo le dichiarazioni riportate dai giornali, la richiesta di maggiori investimenti nella scuola pubblica, la tutela degli spazi di partecipazione e il diritto degli studenti a essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Nel caso del Meli, alle questioni generali si aggiunge il precedente delle contestazioni nei confronti della dirigenza.
Le ragioni degli studenti e il confronto ancora da chiarire
La dirigente scolastica del Meli è Cinzia Citarrella, come confermato dal sito ufficiale dell’istituto. Il tema centrale resta quello della possibilità di conciliare le responsabilità della dirigenza, il rispetto delle disposizioni scolastiche e il diritto degli studenti a partecipare attivamente alla vita dell’istituto. Per ricostruire compiutamente la vicenda sarà necessario conoscere le richieste dei rappresentanti degli studenti e acquisire la posizione della dirigente scolastica, alla quale deve essere garantita la possibilità di replicare alle contestazioni. Le immagini raccontano intanto una mobilitazione partecipata, nella quale emerge una richiesta precisa: avere voce nelle scelte che riguardano la scuola.
Il tentativo di parlare con la preside
BlogSicilia ha tentato di rintracciare la preside Citarella per sentire l’altra campana di questa vicenda ma dopo aver superato la voce automatica che risponde al telefono della scuola facendo scegliere fra varie opzioni fra le quali non c’è la presidenza, si è entrati in contatto con un operatore che ci ha spiegato che parlare con la Preside è difficile in queste ore. Alla nostra insistenza è stato fatto oggettivamente un tentativo di metterci in comunicazione ma dopo qualche minuto di attesa la linea è caduta senza ulteriori contatti










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