Un immobile pubblico abbandonato per dodici anni che torna a nuova vita, trasformandosi in un motore di solidarietà, cultura e servizi gratuiti nel cuore del centro storico di Palermo. È il bilancio straordinario del primo anno di attività di “Orbita – Casa della Partecipazione Kalsa”, lo spazio ospitato nei locali dell’ex Museo della Scuola in via Alloro 95.

Il progetto, nato grazie al Regolamento sulla gestione condivisa dei Beni Comuni del Comune di Palermo, è gestito dall’associazione neu [nòi] – spazio al lavoro insieme a Teatro Atlante e Idea e Azione. A dodici mesi dall’avvio, i numeri certificano un successo andato ben oltre le aspettative, gettando le basi per un modello di welfare di prossimità replicabile in tutta la città.

I numeri del successo: 2.000 ore di apertura e servizi senza burocrazia

I dati presentati durante l’incontro di reporting alla presenza della comunità e dell’Amministrazione comunale parlano chiaro: lo spazio ha garantito oltre 2.000 ore di apertura al pubblico. Il valore sociale complessivo generato sul territorio è stimato prudenzialmente in oltre 50 mila euro.
Tra i servizi gratuiti più apprezzati dal quartiere spiccano:

  • Sportello Didattico: 60 ore mensili di supporto allo studio individuale gestito da insegnanti volontarie per 18 ragazzi del quartiere.
  • Supporto alle famiglie: percorsi gratuiti di ascolto psicologico dedicati a minori e nuclei familiari in difficoltà.
  • Economia circolare: l’Armadio Collettivo, che ha coinvolto più di 200 persone nello scambio di abiti, e la Biblioteca delle Cose ZERO, un servizio di noleggio gratuito di attrezzature che dal 2020 a oggi ha fatto risparmiare alle famiglie palermitane circa 75.000 euro.

Giustizia riparativa alla Zisa, Ballarò e Foro Italico

Un pilastro fondamentale del primo anno di Orbita è stato il progetto “Trame di Legalità”, condotto in sinergia con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE). Ben 75 persone inserite in percorsi di messa alla prova sono state attivamente coinvolte in oltre 200 colloqui e in interventi concreti di pulizia, decoro e scerbatura di aree pubbliche cruciali di Palermo: dal Foro Italico a via Alloro, passando per la villetta della Stazione Centrale, Ballarò e i Cantieri Culturali alla Zisa.

Il Comune promuove il progetto: “Un modello da replicare”

I risultati hanno incassato il pieno plauso delle istituzioni presenti al report, tra cui gli assessori comunali Maurizio Carta (Rigenerazione urbana) e Mimma Calabrò (Assistenza sociale). Per l’assessore Carta, Orbita non è un modello rigido ma un “prototipo dinamico di rigenerazione” che ora impone al Comune di accompagnare le associazioni sul piano della sostenibilità. Sulla stessa scia l’assessora Calabrò, che ha lodato l’assenza di barriere burocratiche o soglie ISEE per l’accesso ai servizi: «Un progetto pilota, un ottimo esempio che può essere replicato in altri quartieri di Palermo». Il presidente della I Circoscrizione, Giovanni Bronte, ha persino proposto di svolgere alcune sedute del Consiglio circoscrizionale direttamente all’interno della struttura per avvicinare le istituzioni al territorio.

La sfida del futuro: blindare lo spazio con l’Uso Civico

“In questo primo anno il ponte tra Amministrazione e cittadinanza è stato costruito con il lavoro della comunità, ma ora dobbiamo fare in modo che venga attraversato nei due sensi”, ha spiegato Michelangelo Pavia, presidente di neu [nòi] e coordinatore di Orbita.

Per rendere stabile e duratura questa esperienza, slegandola dalle singole scadenze dei patti di collaborazione, Pavia ha lanciato la proposta operativa di avviare l’iter per il riconoscimento dell’Uso Civico e Collettivo Urbano (ai sensi dell’art. 8-bis del Regolamento comunale). L’obiettivo è blindare definitivamente la destinazione pubblica di via Alloro 95 come Casa della Partecipazione. Avanzata inoltre la richiesta di rivedere i fondi regionali della democrazia partecipata, superando le logiche dei “like” sui social per premiare le realtà del Terzo Settore che erogano servizi reali ai cittadini.