Un nuovo stop, l’ennesimo cantiere urgente, e la viabilità siciliana piomba nuovamente nel caos. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) ha disposto, con decorrenza immediata, la chiusura temporanea al traffico del tratto della A20 Messina-Palermo compreso tra lo svincolo di Rometta e quello di Villafranca Tirrena, in direzione Messina. Il provvedimento si è reso necessario per effettuare “immediati interventi localizzati di ripristino strutturale” sul viadotto Fiorentino.
Secondo le disposizioni ufficiali, i blocchi rimarranno in vigore fino alle ore 20:00 del 16 novembre 2026, salvo proroghe legate all’ultimazione dei lavori. Per gli automobilisti che da Palermo viaggiano verso Messina è stata istituita l’uscita obbligatoria a Rometta, con deviazione sulla Strada Statale 113 e successivo rientro in autostrada a Villafranca Tirrena. Chiusa anche la rampa di ingresso dello svincolo di Rometta verso Messina.
La rabbia degli utenti e l’ombra del commissariamento
L’ennesima chiusura d’urgenza arriva in un momento di massima tensione istituzionale e sociale attorno alla gestione delle tratte A20 (Messina-Palermo) e A18 (Messina-Catania). Solo pochi giorni fa, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha eretto un vero e proprio muro contro il Consorzio, valutando seriamente l’ipotesi di un commissariamento straordinario per gli interventi più urgenti. Scaduto l’ultimato dei 100 giorni concesso in estate dal dicastero romano per sanare le pesanti anomalie della rete, i risultati sono stati infatti giudicati insufficienti dal Ministero.
Le polemiche sono riesplose con vigore a ottobre dopo l’emanazione delle ordinanze 75 e 76 del CAS, con cui l’ente ha dovuto prendere atto delle criticità strutturali riducendo formalmente il limite di velocità a 60 km/h su quasi 130 chilometri complessivi della rete, introducendo parallelamente divieti di sorpasso e pesanti restringimenti di carreggiata. Una decisione aspramente contestata dai sindacati, che hanno organizzato marce di protesta lungo le tratte, e dalle associazioni dei consumatori. Federconsumatori Sicilia, ricordando anche le sanzioni pecuniarie incassate dal consorzio dall’Antitrust per la lentezza dei cantieri, è tornata a chiedere a gran voce la sospensione immediata del pagamento dei pedaggi per tratte ritenute non conformi agli standard di sicurezza basilari.
Sicurezza al lumicino e scontri politici
A peggiorare un quadro già complesso ci sono i termini della relazione tecnica ministeriale che parla di infiltrazioni nelle gallerie, asfalto logoro e chilometri di guardrail risalenti agli anni ’70. Le opposizioni all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), dal Movimento 5 Stelle a Sud chiama Nord, chiedono compatte la revoca definitiva della concessione al CAS e il passaggio delle tratte ad ANAS. Dal canto suo, la governance del Consorzio e il governo regionale difendono i piani di investimento recentemente accelerati (grazie a oltre 250 milioni di fondi stanziati), sottolineando come i limiti e i cantieri – compreso quello sul viadotto Fiorentino aperto oggi – siano paradossalmente l’unica via per garantire la pubblica incolumità mentre si recuperano decenni di mancata manutenzione straordinaria.
Per le prossime due settimane, intanto, la parola passa ai disagi. La statale 113 si prepara a sopportare una mole di traffico pesante e leggero non indifferente, mentre la pazienza degli automobilisti siciliani – costretti a pagare per viaggiare a passo d’uomo su strade martoriate – è ormai esaurita da tempo.



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