La sclerosi multipla non è più la malattia che, fino a qualche decennio fa, veniva vissuta come una condanna. I progressi della medicina, l’arrivo di numerose terapie e una maggiore conoscenza della patologia stanno cambiando radicalmente le prospettive per chi riceve una diagnosi. Un’evoluzione che apre nuove possibilità soprattutto per i pazienti più giovani.

È il messaggio lanciato dal neurologo Filippo Martinelli Boneschi durante il convegno regionale dei giovani con sclerosi multipla, organizzato dall’Aism a Roccalumera in provincia di Messina. All’iniziativa partecipano oltre cento giovani provenienti da tutta la Sicilia, impegnati in un confronto con medici, psicologi ed esperti.

Le nuove terapie cambiano il futuro dei pazienti

“La sclerosi multipla fino a 25 anni fa faceva paura, oggi grazie alla ricerca scientifica e allo sviluppo di più di 15 farmaci che la curano, è una malattia che, molto spesso, anche a distanza di 20-30 anni, dà prevalentemente sintomi iinvisibili”, ha spiegato Martinelli Boneschi.

Un cambiamento significativo, frutto di anni di studi e sperimentazioni, che ha permesso di migliorare la gestione della patologia e la qualità della vita delle persone che ne sono affette.

Epstein-Barr, la ricerca guarda alla prevenzione

Tra i temi più interessanti emersi dagli ultimi appuntamenti scientifici internazionali c’è il rapporto tra sclerosi multipla e virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi.

“Ci sono molte novità, che arrivano anche dal congresso internazionale che si è tenuto a Toronto alcune settimane fa, in particolare rispetto a un virus che si chiama Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi perché questo virus ha un ruolo nello scatenare la risposta autoimmunitaria che porta alla malattia”, ha dichiarato il neurologo.

L’attenzione della comunità scientifica si concentra anche sulle possibili strategie vaccinali. “Per questa ragione si sta pensando a strategie vaccinali nei confronti di questo virus proprio per impedire lo sviluppo della malattia in persone giovani e utilizzare approcci vaccinali per chi ha già la malattia per curarla meglio”.

 Il ruolo della ricerca e il sostegno di Aism

Un percorso che, secondo Martinelli Boneschi, necessita di risorse e investimenti. Il professore ha sottolineato il contributo della Fondazione Aism nel sostenere il lavoro dei ricercatori, evidenziando anche le difficoltà legate alla carenza di finanziamenti pubblici destinati alla ricerca scientifica in Italia.

Giovani, diritti e qualità della vita

Il convegno di Roccalumera non è soltanto un’occasione di aggiornamento medico, ma anche uno spazio di condivisione e consapevolezza. Al centro dei laboratori ci sono aspetti concreti della vita quotidiana: genitorialità, sessualità e relazioni personali.

“È un’occasione per cominciare ad accettare la malattia e per poterla affrontare con serenità nel prossimo futuro”, ha affermato Angelo La Via, presidente di Aism Sicilia.

L’associazione, ha ricordato, svolge un ruolo che va oltre il sostegno alle persone con sclerosi multipla: “Aism è advocacy, rappresentanza e affermazione dei diritti, informazione, ed è l’associazione che ha cambiato il volto della sclerosi multipla in Italia”

 


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