La foglia del monumento dedicato al giudice Antonino Saetta è stata spezzata durante la notte. L’opera si trova nel “Giardino dei giusti“. È l’area verde della villa comunale di Canicattì, in provincia di Agrigento. Sul posto sono intervenuti il sindaco Vincenzo Corbo e la polizia.

Il monumento colpito

Il danneggiamento ha riguardato la foglia che compone il monumento intitolato al magistrato.

Il “Giardino dei giusti” è l’area della villa comunale destinata alla memoria delle vittime di mafia.

Gli accertamenti sono in corso.

Il momento in cui è avvenuto

L’atto vandalico si è verificato a pochi giorni dall’avvio della “Settimana della legalità“.

È la rassegna con cui Canicattì ricorda le proprie vittime di mafia. Sono il giudice Rosario Livatino, Antonino Saetta e il figlio Stefano.

Le parole del sindaco

Sul danneggiamento è intervenuto il primo cittadino di Canicattì.

“Condanno con fermezza un gesto ignobile e mirato che forse vuole lanciare un preciso segnale all’intera comunità, ma la città continuerà a rigettare la cultura mafiosa: già domani il danno subito sarà riparato e la foglia in memoria del magistrato tornerà al suo posto”, ha dichiarato Vincenzo Corbo.

Chi era Antonino Saetta

Antonino Saetta era nato a Canicattì il 25 settembre 1922.

Magistrato, arrivò a ricoprire l’incarico di presidente di sezione della Corte d’assise d’appello di Palermo. In quella veste presiedette il processo di secondo grado per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile, ucciso nel 1980. Confermò le condanne inflitte agli imputati.

Il suo nome circolava come quello del magistrato destinato a presiedere il giudizio d’appello del maxiprocesso di Palermo.

Fu ucciso il 25 settembre 1988. Era il giorno in cui compiva 66 anni. L’agguato avvenne lungo la strada che collega Agrigento a Caltanissetta, mentre rientrava in auto. Con lui morì il figlio Stefano.

È l’unico magistrato giudicante assassinato da Cosa nostra.