Non è più soltanto la foglia del monumento. Dalla villa comunale di Canicattì è sparita anche la targa che ricordava l’intitolazione del parco a Stefano Saetta, il figlio del giudice Antonino, assassinati insieme dalla mafia. Il furto è stato commesso da ignoti ed è stato scoperto nelle ultime ore.
Chi si è accorto della sparizione
A notare l’assenza della targa sono stati gli operai impegnati nella manutenzione dell’area verde. Sono stati loro ad avvertire il sindaco Vincenzo Corbo. Il primo cittadino si è recato sul posto per un sopralluogo.
La denuncia al commissariato
Dopo la verifica diretta, Corbo ha formalizzato la segnalazione alle forze dell’ordine. La denuncia è stata presentata al commissariato di polizia.
Il secondo episodio in pochi giorni
Non è il primo atto contro la memoria della famiglia Saetta all’interno della stessa villa comunale. Pochi giorni fa era stata danneggiata la foglia dedicata al giudice Antonino Saetta, collocata nel Giardino dei Giusti. Anche in quel caso il sindaco era intervenuto sul posto e la vicenda era stata segnalata alle autorità.
Le parole del sindaco
Corbo ha commentato il furto con un giudizio netto. “È un gesto ignobile e mirato, che forse vuole lanciare un segnale preciso all’intera comunità. Ma questa città non si lascia intimidire”, afferma il primo cittadino. E aggiunge: “Continueremo a contrastare l’illegalità e la cultura mafiosa”.
Alla vigilia della Settimana della legalità
Il momento in cui si colloca l’episodio non è indifferente. Il furto arriva alla vigilia della “Settimana della legalità“, la rassegna che Canicattì dedica anche alla memoria dei magistrati Rosario Livatino e Antonino Saetta. Gli accertamenti sull’accaduto sono in corso.
Foto: Giornale Centro Sicilia.






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