La procura della Repubblica di Sciacca (Agrigento) ha aperto un fascicolo d’indagine per accertare le cause della morte di Vincenza Oliveri,una donna di 70 anni deceduta durante il ricovero all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. I suoi familiari hanno presentato un esposto. Sequestrata la salma e disposta l’acquisizione della relativa cartella clinica. I funerali, previsti per la giornata di sabato, sono stati annullati e rinviati a data da destinarsi.

E’ il secondo caso di presunta malasanità in pochi giorni all’ospedale di Sciacca o quantomeno è la seconda inchiesta che la procura apre riguardo decessi da chiarire in base agli esposti di familiari.

Si tratta, comunque, di casi molto diversi fra loro. Il primo riguarda la morte di un neonato che ha visto la luce a Sciacca ma è poi morto ad Agrigento.

Questa prima tragedia si è consumata esattamente dieci giorni fa nella giornata di venerdì 6 dicembre ma  la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta e disposto il sequestro delle cartelle cliniche effettuato dalla polizia solo nella giornata di sabato 7

La vicenda, di cui dovranno essere accertati tutti i dettagli, la sequenza e la rispondenza delle cure alle reali esigenze, inizia martedì scorso  quando la madre, una donna di 33 anni, viene ricoverata al “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Un ricovero ordinario per fine gestazione. Dopo 9 mesi di gravidanza, infatti, portata avanti senza alcun problema, la donna si è recata in ospedale perchè le si sarebbero rotte le acque.

In poco tempo, però, la situazione sarebbe precipitata in modo inatteso. I ginecologi hanno, dunque, disposto un parto cesareo d’urgenza durante il quale è venuto al mondo il neonato. Sarebbe emerso, però, un problema: il piccolo avrebbe avuto la gamba sinistra tumefatta. E pare che per questo motivo sia stato disposto il trasferimento al “San Giovanni di Dio” dove è stato ricoverato all’Utin (la terapia intensiva neonatale) dove, dopo un giorno e mezzo, il neonato è morto.