Agrigento caput mundi. Non per grandezza, ma per paradosso: nella Sicilia dilaniata dai veti incrociati del centrodestra, il capoluogo dei Templi diventa il laboratorio del caos. Anzi, del Kaos, per dirla alla Pirandello: personaggi in cerca d’autore, candidati in cerca di una candidatura, partiti in cerca di sé stessi.

Agrigento diventa il simbolo del caos politico del centrodestra siciliano, incapace di trovare un candidato a poche settimane dalle elezioni. Nel vuoto emerge la figura di Lillo Firetto, possibile soluzione trasversale ma ancora in attesa. A sparigliare i giochi interviene Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord  spinge per la sua candidatura e si propone come possibile regista della partita.

Nel mezzo di questo teatro dell’assurdo, il centrodestra continua a non decidere. Almeno sul piano formale, perché tutti già immaginano come andrà a finire. Riunioni, tavoli, vertici: tutto e il contrario di tutto. Il risultato è sempre lo stesso — niente candidato, solo macerie politiche e un copione che si riscrive ogni giorno senza ancora arrivare al finale. La corsa alle amministrative del 2425 maggio è cominciata, l’armata del centrodestra è pronta ma non si ha idea di chi la debba guidare. A poco più di 6 settimane dalle urne. Eppure dal centrodestra arriva il candidato uscente, Franco Micciché, reduce dalla poco fortunata esperienza di Agrigento capitale della Cultura 2025, e già fatto fuori dai giochi prima ancora di conoscere la data delle elezioni e prima che potesse aprire bocca.

In questo groviglio complicato alla fine appare lui: Lillo Firetto. Ex sindaco di Porto Empedocle col centro destra ed ex sindaco di Agrigento col centrosinistra più qualche pezzettino di destra. La prova vivente che le geometrie variabili possono funzionare.  Per disinnescare il cortocircuito perfetto sarebbe il candidato ideale: anche per sbattere l’ennesima porta in faccia a Fratelli d’Italia. Ma Firetto resta fermo sulla soglia: non conferma, non smentisce, osserva. Come nei drammi pirandelliani, è il personaggio che può sciogliere il nodo — e proprio per questo lo tiene stretto.

Sulla scena del kaos irrompe Cateno De Luca

E come si fa a sciogliere questo nodo? Chi meglio di Cateno De Luca può incarnare il coup de theatre? Ed infatti l’assist a Firetto arriva da Cateno De Luca, che irrompe sulla scena con la consueta delicatezza: spinge Firetto a candidarsi e rilancia — “vengo a fare l’assessore da te o il consulente”. Un invito, una provocazione, “perché Agrigento merita il meglio”.

Così il centrodestra, già in frantumi, rischia di trasformare in uomo del destino – kingmaker – un leader politico che non appartiene neanche alla coalizione di centro destra.