La petroliera russa Arctic Metagaz, carica di circa 900 tonnellate di gasolio e dotata di due serbatoi di gas liquefatto, continua a muoversi alla deriva nel Mediterraneo centrale dopo essere stata avvistata al largo delle isole Pelagie.
Secondo le informazioni disponibili, il relitto galleggiante si è spostato di alcuni chilometri dalla zona di Linosa dirigendosi verso Est. Le correnti marine stanno progressivamente trascinando l’imbarcazione in direzione di Malta.
Al momento, secondo quanto riferito dalle autorità locali, non risultano segnali di rischio ambientale immediato.
Dove si trova la nave alla deriva
La petroliera si trova attualmente in acque internazionali a circa 30 miglia a est di Linosa.
Il vento e le correnti stanno spingendo lentamente l’imbarcazione verso il territorio marittimo maltese. La nave è stata segnalata come senza equipaggio, circostanza che ha fatto scattare l’allerta nelle autorità marittime italiane.
Secondo le informazioni diffuse dal Tg1, a bordo della petroliera potrebbero trovarsi: circa 900 tonnellate di gasolio e 2 serbatoi di gas liquefatto. La presenza di carburante e gas liquefatto ha fatto emergere il timore di un possibile disastro ambientale in caso di incidente o rottura dello scafo.
La Marina militare italiana monitora la situazione
La situazione è sotto osservazione da parte della Marina Militare, che ha inviato nella zona diversi mezzi navali.
Sul posto sono presenti:
- un rimorchiatore militare;
- unità navali di supporto;
- mezzi antinquinamento pronti a intervenire.
Le navi restano a distanza di sicurezza dal relitto ma sono pronte ad agire nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare.
Il sindaco di Lampedusa: “Situazione sotto controllo”
A rassicurare sulla gestione dell’emergenza è stato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che ha spiegato lo stato attuale dell’operazione all’Adnkronos:
“La situazione è assolutamente sotto controllo, la nave attualmente si trova in acque internazionali a circa 30 miglia ad est da Linosa, e con il vento tende a scarrocciare verso Malta. Sul posto ci sono mezzi della nostra Marina militare, rimorchiatori e mezzi antiquinamento pronti ad intervenire qualora la situazione dovesse degenerare”.
Le autorità italiane mantengono quindi un monitoraggio costante del movimento della petroliera per prevenire qualsiasi rischio per l’ecosistema marino.
Il rischio ambientale nel Mediterraneo
Il Mediterraneo centrale è una delle aree più sensibili per il traffico marittimo e per la tutela dell’ambiente.
Un eventuale incidente che coinvolgesse una nave con centinaia di tonnellate di carburante potrebbe provocare:
- Sversamento di carburante: contaminazione delle acque;
- Danni alla fauna marina: effetti su pesci e cetacei;
- Inquinamento costiero: rischio per le coste delle Pelagie.
Proprio per questo motivo la presenza di unità navali di emergenza consente di intervenire rapidamente nel caso in cui la nave dovesse subire danni strutturali.






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