“Lampedusa deve essere un luogo vivo e vissuto, non è la periferia d’Italia. Quando siamo andati a Tunisi ci hanno detto siamo più vicini noi all’Italia che Lampedusa. Per noi è così centrale che oggi siamo qui. Servono risposte concrete”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, incontrando il sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, durante la visita al Comune dell’isola delle Pelagie.

Renzi è attualmente in visita sull’isola. Una decisione, quella di recarsi a Lampedusa nel venerdì santo, presa all’improvviso e resa nota solo ieri sera tanto che quasi nessuno sembrava essere stato informato del viaggio del premier.

L’incontro è di natura operativa per discutere di emergenza migranti e organizzare l’accoglienza in vista dell’incremento degli arrivi atteso con il ritorno della bella stagione. Secondo le previsioni, infatti, sulle coste della Libia sarebbero almeno 800 mila in attesa di imbarcarsi e gli arrivi nel 2016 potrebbe essere addirittura raddoppiati rispetto all’estate 2015 che già aveva fatto segnare un record.

Da Lampedusa arrivi un messaggio all’Europa: questa non è periferia, lontana dagli occhi dell’Europa ma un luogo di bellezza che ha permesso di salvare migliaia di vite. Guai a pensare che di fronte alle grandi emergenze del nostro tempo si possa far finta di niente o essere superficiali. I lampedusani ci hanno insegnato a restare umani. Compito dell’Europa è tenere insieme la nostra identità con i nostri valori”.

Il premier ha anche ricordato che Lampedusa da tempo ha richiesto la zona franca “che sarebbe molto opportuno da parte dell’Europa concedere. Perché praticamente è una restituzione”.

“È giusto raccontare Lampedusa come un luogo bellissimo. Dall’estero – sottolinea Renzi – è difficile arrivarci e Lampedusa suona come una realtà in difficoltà ma è uno dei luoghi dove il mare è più bello. È dovere civile ricordarlo. Perché il turismo è anche occasione economica per gli abitanti dell’isola”.