Gli ultimi due dispersi sono stati individuati. Salgono a nove le vittime dell’esplosione che ha distrutto il centro di Ravanusa. È stata localizzata l’area dove probabilmente, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento Giuseppe Merendino, «si trovano i due dispersi», un uomo di 70 anni e il figlio di 30 anni, sepolti sotto le macerie della palazzina crollata a Ravanusa. Stiamo puntando «su questa zona per trovare queste ultime due persone», aggiunge.

Gli ultimi dispersi sono padre e figlio: Giuseppe e Calogero Carmina di 88 e 59 anni. Sono loro le due persone ancora disperse nel crollo delle palazzine a Ravanusa. I vigili del fuoco hanno individuato l’area dove potrebbero trovarsi i due uomini e continuano a scavare senza sosta.

Così a più di 36 ore dall’esplosione per una fuga di gas a Ravanusa che ha distrutto 4 palazzine e ne ha devastate altre 4, rischia di salire a 9 il bilancio delle vittime della tragedia (7 recita quello ufficiale). Dopo un’intera notte di scavi tra le macerie i vigili del fuoco hanno estratto 4 corpi: quello di Selene Pagliarello, l’infermiera incinta al nono mese che avrebbe dovuto partorire la settimana prossima, quello del marito Giuseppe Carmina e quello del suocero Angelo Carmina.

Il quarto dovrebbe essere, anche se ancora non c’è stata l’identificazione ufficiale, quello di Carmela Scibetta, la moglie del professore Pietro Carmina , il cui corpo era stato recuperato ieri assieme a quello di Enza Zagarrio, la moglie di Angelo Carmina, e di Gioacchina Calogera Minacori. La donna è la moglie di Calogero Carmina e madre di Giuseppe Carmina: i due sono gli ultimi dispersi e i vigili del fuoco li hanno forse trovati. E’ stata localizzata l’area dove “probabilmente”, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento Giuseppe Merendino, «si trovano i due dispersi», un uomo di 70 anni e il figlio di 30 anni.  “Stiamo puntando su questa zona per trovare queste ultime due persone”, aggiunge.

I quattro corpi trovati questa mattina erano tutti nello stesso punto: in quello che era il terzo piano del palazzo di quattro crollato in seguito all’esplosione. I vigili del fuoco li hanno individuati sotto una montagna di calcinacci, pezzi di cemento e tondini di ferro.

Gli unici sopravvissuti all’esplosione sono due donne: Giuseppina Montana e Rosa Carmina, entrambe estratte dalle macerie nella tarda serata di sabato.

Le operazioni di ricerca, hanno ribadito i vigili del fuoco, andranno avanti fin quando tutti i corpi non saranno stati trovati. Poi si passerà alla rimozione delle macerie per arrivare ad individuare il punto in cui c’è stata la rottura della tubatura che ha provocato la strage. Una fase che si aprirà con un nuovo sopralluogo dei magistrati e degli investigatori e che di fatto sarà il primo passo dell’inchiesta per individuare eventuali responsabili della tragedia.

È stata Luna, Labrador in dotazione ai vigili del fuoco, a segnalare la presenza delle vittime trovate stamane.  Il cane, una femmina di sei anni che fa parte dell’Unità cinofila dei vigili del fuoco di Palermo, ha individuato subito un primo corpo, portando sulle tracce degli altri.

La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. «Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l’esplosione potrebbe essere stata anche l’attivazione dell’ascensore», ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. «Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi – ha aggiunto -, certo è che una esplosione così è un evento eccezionale».

Cinque giorni prima della strage c’è stato un intervento di manutenzione ordinaria sull’impianto della rete di metano che non aveva evidenziato alcuna criticità. E’ quanto hanno accertato i carabinieri che ora dovranno acquisire il verbale d’intervento per verificare chi abbia materialmente eseguito il collaudo e se sia stato fatto a regola d’arte. «Sarà un’indagine che condurremmo sotto il coordinamento della Procura di Agrigento con la massima scrupolosità e rapidità possibili, per garantire tutte le risposte che i cittadini si attendono» ha garantito il comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento Vittorio Stingo facendo un punto sulle indagini per l’esplosione a Ravanusa. Il colonnello ha poi ribadito che appena si concluderà la ricerca dei dispersi, l’area verrà messa sotto sequestro e inizieranno gli accertamenti per capire le cause che hanno provocato la fuga di gas.

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