Una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica ha consentito alla Polizia di Stato di Gela di dare esecuzione a dieci misure cautelari personali. I provvedimenti, emessi dal Giudice per le indagini preliminari, colpiscono altrettanti soggetti ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di una serie di reati predatori commessi nel territorio gelese e, in parte, in quello del vicino comune di Butera.
L’operazione giunge al termine di un approfondito lavoro investigativo sul campo. Gli agenti hanno sviluppato le indagini attraverso continui servizi di osservazione e controllo, l’acquisizione di elementi di riscontro e l’analisi dettagliata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza. Questo monitoraggio ha permesso di ricostruire con precisione le responsabilità e le dinamiche d’azione dei singoli destinatari delle misure.
La banda e i furti nelle abitazioni
Il primo filone dell’inchiesta ha svelato l’esistenza di una presunta associazione a conduzione familiare dedita ai colpi nelle case. Le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari hanno colpito tre componenti dello stesso nucleo – nello specifico marito, moglie e suocera – ritenuti responsabili di almeno dieci furti in abitazione messi a segno tra Gela e Butera. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo agiva secondo uno schema ben collaudato: l’uomo si occupava di introdursi materialmente negli appartamenti dopo accurati sopralluoghi, mentre le due donne si alternavano all’esterno nel ruolo di vedetta per segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine o dei proprietari.
La banda delle spaccate
Il secondo filone d’indagine si è concentrato invece su una scia di furti aggravati commessi tra i mesi di febbraio e maggio ai danni di diversi esercizi commerciali del centro urbano. In questo caso sono sette i soggetti raggiunti da gravi indizi di colpevolezza per aver utilizzato la tecnica della spaccata. Per uno degli indagati è scattata la custodia cautelare in carcere, tre sono stati posti agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico e gli ultimi tre sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I malviventi agivano distruggendo le vetrine dei negozi con mazze, grosse pietre o strumenti contundenti, per poi fare irruzione rapidamente nei locali. L’obiettivo principale era l’asporto di denaro contante, merce di valore, casse automatiche e registratori di cassa, con conseguenti pesanti danni economici per i commercianti colpiti, sia per il valore della refurtiva sia per le devastazioni strutturali provocate.
L’operazione della Polizia di Stato assesta un duro colpo a fenomeni criminali che incidono pesantemente sulla percezione di sicurezza dei cittadini e sulla tenuta delle attività economiche locali. Le indagini della Procura e degli investigatori della Mobile proseguono per verificare se il gruppo sia coinvolto in ulteriori episodi analoghi registrati nella zona negli ultimi mesi.
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