La Sicilia scende in piazza contro l’Autonomia differenziata definita “l’ultimo scippo che intende perpetrare il ministro Calderoli al Mezzogiorno”. Lo fa  portando al centro dell’isola, a Caltanissetta, il corteo di protesta dopo la scelta nazionale di “destinare ai Lep il Fondo di sviluppo e coesione. Sono risorse del Sud che si vorrebbe spalmare su tutto il Paese, utilizzando peraltro impropriamente fondi strutturali per la spesa corrente”.

La convocazione dello sciopero

Con questi presupposti il comitato organizzatore della manifestazione contro l’autonomia differenziata, composto Cgil e Uil Sicilia, Legacoop, Anpi, Ali Autonomie, Arci, Uisp ha indetto la manifestazione di oggi.

I manifestanti si sono concentrati in piazza della Repubblica alle 9.30 per poi sfilare in corteo e raggiungere Corso Umberto per gli interventi pubblici di un rappresentante per ogni organizzatore

I motivi della protesta

“Si tratta di un provvedimento – dicono gli organizzatori – che isolerà ancora di più la Sicilia, allontanandola dal resto del Paese e dall’Europa. Diritti fondamentali come quello alla salute, all’istruzione, alla mobilità rischiano di essere pesantemente compromessi”.

Gli organizzatori rilevano che su queste materie già si registrano gap notevoli, come mostrano i numeri della migrazione sanitaria per cure o quelli del tempo pieno nella scuola primaria con solo il 10% dei bambini che ne fruisce contro il 50% di quelli del Nord”. Dalla Sicilia si spendono ogni anno per mobilità sanitaria 250 milioni che finiscono nelle casse delle strutture sanitarie del Nord, rilevano ancora.

“Curarsi sarà sempre più un privilegio dei più abbienti. Le difficoltà sono più acute e si acuiranno ancora di più
nelle aree più in difficoltà e nelle zone interne. Da qui la scelta di Caltanissetta per la manifestazione, per rimarcare proprio questo”.

Un attacco ai diritti sociali

“L’autonomia differenziata-sostengono i promotori della protesta – è un attacco all’unitarietà dei diritti sociali e accrescerà i divari territoriali. Mentre l’Ue con il Pnrr dà indicazione di colmare i profondi divari già esistenti tra le diverse aree geografiche, il Governo si muove in direzione opposta. L’allentamento dei vincoli di solidarietà nazionale creerà un circuito vizioso di cui pagheranno alto il prezzo le regioni meridionali ma anche lo Stato nel suo complesso”.

“Bisogna dire con forza e coralmente no all’autonomia differenziata”, sostengono Cgil, Uil , Anpi, Arci, Ali Autonomie, Legacoop e Uisp, “l’anticamera della disgregazione del Paese” e “chiedere invece misure per lo sviluppo della Sicilia, per dare prospettive e futuro alle giovani generazioni e ai siciliani tutti”.

Una campagna di raccolta firme

“Una campagna di raccolta firme per chiedere al presidente della Regione di ritirare la sua adesione al progetto di autonomia differenziata del governo” è la proposta lanciata dal segretario generale della Cgil siciliana, Alfio Mannino, nel suo intervento dal palco della manifestazione regionale.

“E’ una battaglia importante- ha detto Mannino- per diritti fondamentali come quelli alla sanità, all’istruzione, alla mobilità, per il futuro dei nostri giovani. Se non otterremo risposte nei termini di politiche per lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorni la mobilitazione continuerà”.

Mannino risponde a Calderoli

Mannino è tornato anche sull’idea del ministro Calderoli di destinare ai Lep le risorse del Fondo di sviluppo e coesione. “ E’ vero che si tratta di residui non spesi- ha detto Mannino- ma non certo per colpa dei siciliani che finirebbero col pagare due volte i costi della inadeguatezza della politica”.

Mannino ha rilevato le tante contraddizioni di una misura che renderebbe più forti le regioni forti e più deboli quelle deboli, che non sarebbero in grado di gestire molte competenze. Lo strapotere delle regioni – ha aggiunto- depotenzierà ancora di più inoltre le autonomie locali”.

“I diritti e la loro esigibilità- ha detto ancora- verrebbero frantumati così come l’unitarietà dello Stato. Si potranno curare solo i più abbienti che praticheranno ancora di più la migrazione sanitaria-ha aggiunto- portando ulteriori risorse nelle casse degli ospedali di altre regioni. E per quanto riguarda l’istruzione- ha osservato Mannino- l’autonomia potrebbe riguardare la didattica, le graduatorie, i contratti. Si determinerebbe cioè un Paese a più velocità anche in questo importante ambito, cioè un Paese diviso”.

In piazza anche il Pd

In piazza a Caltanissetta anche il Partito democratico “Il PD siciliano si oppone fortemente a questo processo, secessionista nei fatti, che rischia di dividere il Paese in due: da un lato il Nord ricco che drena risorse, con sanità eccellente e servizi di primo livello e un Mezzogiorno e la Sicilia, dall’altro, sempre più depresso e lontano dagli standard europei soprattutto nel campo della sanità e della scuola senza dimenticare le infrastrutture. L’Autonomia differenziata condanna la Sicilia a un futuro da vassalli dei leghisti” commenta il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo.

“Per questo il PD oggi partecipa in massa con i propri quadri dirigenti, la segreteria, la direzione, i militanti,le federazioni provinciali, la deputazione regionale e nazionale. Faremo le barricate in ogni sede, dai piccoli comuni, alle città metropolitane, all’Ars ed ovviamente in Parlamento nazionale. Abbiamo già predisposto un odg che sarà depositato in tutti gli Enti locali siciliani e siamo pronti a indire una mobilitazione di piazza per chiedere a Schifani di ritirare la propria firma al progetto, apposta in conferenza Stato-regioni”

 

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