È fallito l’assalto con esplosivo compiuto la scorsa notte contro l’Atm dell’ufficio postale di via Dottor Consoli, a Catania. I malviventi sono riusciti ad aprire la cassaforte del Bancoposta, che però non conteneva denaro. Sul posto sono intervenute le volanti della Questura per i rilievi e le indagini. Sull’episodio interviene Gabriele Urzì – dirigente nazionale della Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo – che da anni monitora l’evoluzione degli attacchi agli sportelli automatici in Sicilia.
“Siamo davanti a un fenomeno che sta cambiando pelle. L’uso di esplosivi e mezzi pesanti in contesti urbani è un rischio enorme per lavoratori e cittadini. Non possiamo più considerare questi episodi come casi isolati: serve un salto di qualità nella prevenzione. Nel mirino ci sono soprattutto le banche ma come dimostra l’episodio odierno ormai dove c’è un bancomat c’è un pericolo”, afferma Urzì.
Il quadro siciliano: dati in crescita e pressione criminale evidente
“Negli ultimi anni la Sicilia ha registrato un andamento altalenante ma significativo degli attacchi agli Atm. Nel 2021 la Sicilia risultava tra le regioni meno colpite, con zero attacchi agli Atm registrati e un indice di rischio pari a zero. Nel 2023 a livello nazionale gli attacchi ai bancomat hanno rappresentato il 56,6% di tutti i furti ai danni delle banche; la Sicilia, pur non essendo tra le regioni più colpite, ha registrato 8 colpi, risalendo dal tredicesimo al nono posto nazionale per numero di episodi. Dal 2024 al 2026 si sono registrati diversi episodi violenti, come l’assalto con escavatore alla Banca Agricola Popolare di Sicilia a Zafferana Etnea di pochissimi giorni fa, che confermano un’escalation soprattutto nelle province di Catania e Siracusa, con tecniche sempre più aggressive e organizzate. La frequenza preoccupante di assalti condotti con esplosivi o mezzi d’assalto da gruppi criminali che agiscono con modalità quasi militari ormai è una vera emergenza sociale”, sottolinea Urzì.
Occorrono investimenti strutturali
“Servono tecnologie anti-esplosivo, sistemi di macchiatura delle banconote, blindature avanzate, videosorveglianza intelligente e sensori predittivi. Ogni Atm non protetto è un bersaglio facile. Le banche devono investire di più: il settore è solido e le risorse ci sono”, aggiunge. Ogni sportello fuori uso significa meno accesso al contante, disagi per i residenti e costi aggiuntivi per gli istituti. La sicurezza non è un costo, ma un investimento per la comunità. La pressione criminale è evidente. Occorre una risposta altrettanto forte, coordinata e immediata”, conclude Urzì.






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